Studenti e ricercatori si mobilitano: subito un miliardo e mezzo per l’università

Anche a Potenza la mobilitazione nazionale di studenti e ricercatori universitari. Denunciata una situazione drammatica di scuola, università e ricerca, con richiesta al governo di fondi urgenti.

Quella italiana è una realtà drammatica: scuole, università e ricerca sono ridotte in miseria.

Il grido d’allarme arriva anche da Potenza, insieme ad altre città, impegnate nella mobilitazione nazionale indetta dai Ricercatori Determinati. Nel corso di un incontro presso la Biblioteca del Polo Umanistico dell’Università della Basilicata, promosso da Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca con il sostegno del sindacato FLC Cgil regionale e la partecipazione del Consiglio degli Studenti Unibas, discussi e comunicati i punti “salvavita”, soprattutto per i piccoli Atenei come quello lucano.
A partire dal 2008 – è emerso – l’investimento pubblico sull’Università ha perso 1,5 miliardi di euro, solo l’11% di studenti e studentesse beneficia di una borsa di studio. Inoltre, solo il 6% di fuorisede usufruisce di un posto alloggio e meno del 10% di chi ha un assegno di ricerca attualmente in servizio riuscirà ad ambire alla posizione di docente associato, dunque il 90% del corrente personale di ricerca sarà espulso dall’Università.

In sintesi, oltre al rifinanziamento, chiesta una riforma immediata del reclutamento e del pre-ruolo, eliminando le forme di precariato e para-subordinazione, un radicale ripensamento del vigente sistema di valutazione della ricerca e l’aumento per almeno 200 milioni del Fondo Integrativo Statale per il diritto allo studio, così da garantire borse di studio, alloggi e residenze sia a Potenza che a Matera.