ArcelorMittal: ascoltati due dirigenti, verifiche su magazzino

I pm milanesi che indagano sul caso ArcelorMittal stanno ascoltando in queste ore come persone informate sui fatti due dirigenti dell’area commerciale del gruppo franco indiano. Da quanto si è saputo, le audizioni in Procura si concentrano sul capitolo del magazzino delle materie prime del gruppo. Stando al ricorso cautelare in sede civile dei commissari dell’ex Ilva, infatti, ma anche alla denuncia presentata dagli stessi ai pm tarantini, quando ArcelorMittal ha iniziato a gestire gli stabilimenti, in base al contratto d’affitto, gli è stato consegnato un magazzino per un valore di 500 milioni di euro di materie prime che, però, nel tempo sarebbe stato progressivamente svuotato.
Gli inquirenti milanesi, che indagano per le ipotesi principali di distrazione di beni del fallimento Ilva e manipolazione del mercato attraverso false comunicazioni, con queste audizioni di testimoni punterebbero ad approfondire proprio il capitolo ‘magazzino’, cercando di capire se ci sia una discrepanza tra le materie prime ancora presenti e i contratti commerciali che hanno riguardato quel materiale.  Nel frattempo, a Taranto i pm indagano con le ipotesi di distruzione di mezzi di produzione e appropriazione indebita.
Le indagini con al centro la richiesta di Arcelor Mittal di sciogliere il contratto e restituire gli stabilimenti dell’ex Ilva, puntano ad accertare se sia stata creata una situazione di ‘crisi pilotata’ o meno. E’ quanto è stato riferito in ambienti giudiziari e
investigativi milanesi. La presunta crisi pilotata che è stata ventilata dai commissari nel loro ricorso d’urgenza depositato al Tribunale civile di Milano è uno degli elementi centrali delle indagini delle procure di Milano e di Taranto.

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