Nella mappa del rischio “solvibilità” gran parte dei debitori pugliesi e lucani

Pubblicata l’elaborazione curata da “Il Sole 24 Ore” che misura il rischio di sofferenza finanziaria nei territori provinciali

Come tutti gli indici elaborati finora che confluiranno nella storica indagine sulla Qualità della vita 2019 curata ogni anno dal quotidiano economico nazionale, “i valori medi raccontano trend generali, ma sono incapaci di restituire con precisione la varietà delle singole situazioni economiche”.

Eppure la graduatoria finale accende un campanello di allarme sulla capacità reddituale e la stabilità finanziaria della popolazione residente in un determinato territorio.

Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’analisi sulla scorta dei dati sui crediti attivati in Italia, messi a disposizione dal Crif, che monitora la quasi totalità dei debiti in carico agli italiani, aggiornati al primo semestre 2019.

“Incrociando la mappa provinciale delle rate da rimborsare con il reddito annuo medio dichiarato registrato nelle statistiche delle Finanze e rapportato alla popolazione degli indebitati, si ottiene così l’indicatore reddito-rata, un parametro fondamentale per la concessione di prestiti o mutui”.

“Solitamente” spiegano sul quotidiano “il rapporto non deve essere superiore al 30%, cioè il reddito deve essere pari ad almeno tre volte il valore della rata”.

Taranto ad esempio è in bassa classifica, al numero 73 (con un rapporto di solvibilità di 3,51 a fronte di un reddito medio di 16,2 mila euro) o Brindisi ancora più in basso 80esima posizione (rapporto di 3,39 per un reddito medio di 16,5 mila euro), o Bari, in classifica in posizione 84 (3,22 a fronte di un reddito medio di 19,6 mila euro) o Lecce all’87esima posizione (rapporto 3,14 vs reddito medio di 14,7 mila euro) seguita dalla provincia di Potenza all’88esima (3,13 vs 21,3) poi Matera in posizione 90 (3,12 vs 15,8), Foggia alla 102 (2,82 vs 16,1) e la BAT che è in posizione 106 della classifica e quindi, seconda provincia in Italia a rischio solvibilità (2,72 vs 14,4).

Nei diversi indicatori utilizzati – sono dieci in tutto – ci sono però alcune sorprese come quella rappresentata da Potenza, che figura tra le migliori province italiane per l’esposizione media residua nei finanziamenti attivi (14esima in Italia), posizione condivisa con Matera che è tra le prime dieci per percentuale di popolazione con finanziamenti attivi sul totale dei maggiorenni. Entrambe le province però risultano tra le peggiori per rata media mensile dei prestiti personali.

Molto bene invece alcune pugliesi indebitati per la puntualità sui prestiti finalizzati (quelli ad esempio per l’acquisto di un’auto), dove tra le prime dieci migliori province ci sono la Bat, Foggia, Taranto, Brindisi e Bari.

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