ArcelorMittal: sit-in imprese dell’indotto davanti al Mise

Le aziende dell’indotto di ArcelorMittal Italia aderenti a Confindustria Taranto oggi terranno un presidio davanti al Ministero dello Sviluppo economico a Roma, assieme a una rappresentanza degli enti locali (Provincia e Comune di Taranto, sindaci della provincia). Lo rende noto Confindustria Taranto, aggiungendo che una delegazione guidata dal presidente Antonio Marinaro incontrerà alle 14 il ministro Stefano Patuanelli, al quale sarà consegnato un documento sulla vicenda ArcelorMittal.
“Lo stesso documento – viene spiegato – sarà portato all’attenzione, nella stessa giornata, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte”. La delegazione illustrerà “la situazione di emergenza – sottolinea Confindustria Taranto – in cui le aziende si ritrovano dopo che ArcelorMittal Italia ha lasciato lo stabilimento, senza aver corrisposto alle stesse aziende fornitrici l’ammontare dei crediti maturati, pari a circa 50 milioni di euro: una situazione gravissima che sta già dando luogo al ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti delle stesse imprese. In alcuni casi si parla di licenziamenti.
La platea dei dipendenti dell’indotto ex Ilva di Taranto ammonta a circa 6mila unità”.

Queste aziende hanno “già sacrificato 150 milioni di euro nel passaggio fra Ilva e Ilva in AS, fra il 2014 e il 2015 (crediti confluiti nello stato passivo). In assenza di soluzioni, non saranno più in grado di garantire il pagamento degli stipendi ai loro dipendenti. Oggi pretendono delle risposte non più procrastinabili”. Ieri la ditta Gamit ha comunicato ai sindacati di non essere in grado questo mese di pagare i suoi 50 dipendenti. Un’altra azienda ha pagato il 90% dello stipendio base senza precisare quando sarebbe stato erogato il saldo più le voci variabili, e altre imprese dell’indotto hanno annunciato la necessità di ricorrere alla cassa integrazione avendo i cantieri fermi.

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