Ex Ilva, Stallo con Mittal, a Taranto si sciopera

E’ ancora stallo sulla vicenda dell’ex Ilva dopo l’ultimatum del premier Conte ad Arcelor Mittal

Il Colle intanto vigila sulla questione tanto che nel corso di un colloquio che si è tenuto tra i due, il capo dello Stato Mattarella avrebbe chiesto a Conte di fare il massimo e con tempi rapidi.

E’ confronto aperto nei partiti a partire dalla questione dello scudo. “Lo scudo penale non è la causa del recesso ma l’alibi
dietro al quale la proprietà indiana si nasconde, grazie anche all’appoggio inspiegabile di parte dell’establishment italiano”, dice Matteo Renzi. Per il ministro Patuanelli “la nazionalizzazione non è più un tabù”.

Tutto questo mentre a Taranto c’è lo sciopero di 24 ore indetto da Fim, Fiom e Uilm nello stabilimento siderurgico e negli altri siti del Gruppo ArcelorMittal.

Decine di lavoratori dell’appalto sono in presidio nei pressi della portineria imprese. Presenti anche lavoratori diretti e rappresentanti sindacali. I metalmeccanici chiedono “all’azienda l’immediato ritiro della procedura di retrocessione dei rami d’azienda e al governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi, ripristinando tutte le condizioni in cui si è firmato l’accordo del 6 settembre 2018 che garantirebbe la possibilità di portare a termine il piano Ambientale nelle scadenze previste”.

La Usb tarantina non partecipa allo sciopero: ”crediamo che finché abbiamo contezza che Mittal andrà via non riteniamo opportuno fare manifestazioni o mobilitazioni” sottolinea Alessandro D’Amone.

Nel frattempo i commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria presenteranno una istanza all’autorità giudiziaria di Taranto per chiedere la proroga del termine del 13 dicembre fissato dal tribunale per la realizzazione degli adeguamenti di sicurezza dell’Altoforno 2 sottoposto a sequestro dopo l’incidente del giugno 2015 in cui è morto l’operaio Alessandro Morricella.

La proroga sarebbe necessaria per consentire di completare gli adeguamenti legati alla sicurezza dell’impianto ed evitare così lo spegnimento che, altrimenti, dovrebbe essere avviato dopo il termine indicato del 13 dicembre.

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