Emergenza cinghiali: la protesta a Roma. Bellanova: “Abbiamo sbloccato decreto per riconoscimento danni”

Emergenza cinghiali: migliaia i manifestanti sotto palazzo Montecitorio a Roma. Dal palco, interviene la ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova: “ Abbiamo sbloccato il decreto per il riconoscimento dei danni subiti”

“Abbiamo sbloccato il decreto per il riconoscimento dei danni subiti e sentito il parere della Conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo dare una soluzione strutturale”.

Sono le parole della ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, intervenuta a Roma dal palco allestito in occasione della manifestazione, in Piazza Montecitorio, organizzata da agricoltori, allevatori e produttori di tutta Italia, contro l’invasione dei cinghiali e più in generale degli animali selvatici.

Un’emergenza da affrontare, perchè questi animali distruggono raccolti agricoli, sterminano greggi e causano incidenti stradali nelle campagne e all’interno dei centri urbani.

La sovrappopolazione dei cinghiali continua ad essere un problema enorme per gli agricoltori, per la fauna minore, per il territorio, per l’ambiente, per la sicurezza anche dei cittadini. Sono stati tantissimi gli episodi in Puglia e Basilicata non solo di aggressione ma anche di danneggiamento di raccolti e incidenti stradali, causati da questi animali selvatici.

Al fianco delle associazioni di allevatori e agricoltori, sono scesi in pazza anche sindacati, esponenti dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori provenienti da tutta Italia:  “Basta cinghiali”, “Difendiamo il nostro territorio”, alcuni slogan che hanno accompagnato il presidio.

“Stiamo lavorando, spero di dire, in maniera unitaria. Dobbiamo farci carico di quello che sta ricadendo su di voi, sul mondo agricolo” ha aggiunto riferendo poi di aver “sentito il ministro Costa sul decreto 157 del 92 in modo dare soluzioni”. “Vi posso garantire – ha concluso Bellanova – un impegno totale. Sono problemi che non si affrontano solo con le Regioni, bisogna andare anche in Europa a chiedere soluzioni”.

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