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Ex Mittal: no alla facoltà d’uso di Afo2, si va verso lo spegnimento

No alla facoltà d’uso per l’Afo2 dell’ex Ilva di Taranto. L’altoforno sequestrato dopo la morte dell’operaio Alssandro Moricella. E’ una “parte integrante della sostenibilità del sito di Taranto”, spiega la nuova gestione, Arcelor Mittal Italia, che ha comunque già pronto il calendario per lo spegnimento, mentre, spera in una soluzione alternativa, perchè la produttività non sia intaccata.

La decisione giunge dal giudice monocratico del Tribunale di Taranto, Francesco Maccagnano, dinanzi al quale ad ottobre comincerà il processo agli imputati accusati della morte di Morricella. Nelle motivazioni, c’è che “risultano attuate pienamente solo due delle sette prescrizioni imposte dopo l’incidente mortale”. Viene dunque confermato lo spegnimento dell’impianto ordinato dalla Procura. Operazione per la quale serviranno due mesi, come emerso nell’incontro in fabbrica tra il custode giudiziario Barbara Valenzano, i carabinieri del Noe, e l’azienda.

Preoccupati i sindacati metalmeccanici. E’ una “ulteriore tegola – commenta il segretario Fim Cisl, Bentivogli – che si aggiunge ai 1400 lavoratori in Cig dal 2 luglio a cui potrebbero aggiungersi altri 1000 proprio a causa del sequestro di Afo2”. “Il ministro Di Maio – chiosa il sindacalista – chiarisca definitivamente se rispetto all’accordo del 6 settembre 2018 ha cambiato idea e dia risposte chiare a lavoratori di tutto il Gruppo e ai cittadini di Taranto”. Stanno valutando il da farsi , intanto, i commissari straordinari dell’Ilva.

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