Arcelor Mittal, c’è l’intesa sulla sicurezza con i sindacati. USB non firma: “Chiusura e riconversione”

Incontro travagliato al ministero dello Sviluppo economico. Nove ore di tira e molla tra metalmeccanici e Arcelor Mittal. Con i primi a rilanciare su manutenzione e sicurezza. La seconda, a tenere il tiro sui piani già in atto, insufficienti per i sindacati. Ma alla fine l’intesa è stata trovata.

Nel verbale congiunto l’azienda si impegna anche: “Alla possibilità di valutare l’utilizzo dei lavoratori in Cigo nelle attività manutentive, a predisporre incontri settimanali sulle esperienze di infortunio, a ripristinare all’interno dello stabilimento le postazioni fisse degli enti di controllo e ispettivi, a definire un protocollo che coinvolga Prefettura ed enti di controllo e ispettivi e ad adottare, a seguito di studio di fattibilità, soluzioni che tendano ad eliminare i rischi dei lavoratori dell’area portuale”.

Non firma il documento l’USB. Per il sindacato mancano le misure minime di sicurezza: “Restiamo dell’idea che lo stabilimento di Taranto deve chiudere e a seguire bisogna lavorare alla riconversione. Taranto va liberata”.

Nessuna dichiarazione dal ministro Di Maio, se non un breve riepilogo su Facebook.

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