ArcelorMittal, guerra di cifre sullo sciopero tra azienda e sindacati

I vertici della multinazionale a colloquio con Di Maio: trattativa aperta ma per adesso nessun commento
Tre su quattro secondo i sindacati, poco più di uno su tre secondo l’azienda. All’ex Ilva di Taranto neanche i numeri degli aderenti allo sciopero mettono d’accordo ArcelorMittal e i rappresentanti dei lavoratori. “Nel primo turno di otto ore, è stata altissima la partecipazione e l’adesione dei lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto allo sciopero proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Ugl contro la cassa integrazione ordinaria avviata per 13 settimana da ArcelorMittal in modo unilaterale per 1.395 lavoratoricon un dato straordinario di adesione di oltre il 75% che ha determinato la fermata degli impianti, comprese le due acciaierie”, dicono in una nota i sindacati confederali. Il risultato “di oggi – affermano i sindacati – rappresenta una risposta netta e chiara alla dirigenza aziendale che deve necessariamente rivedere il proprio atteggiamento, tipico di una multinazionale. Non accetteremo il solito ricatto occupazionale e di contrapposizione tra lavoro e salute e continueremo a sostenere quanto previsto dall’accordo del 6 settembre scorso”. Partecipazione che però, secondo fonti aziendali, nello stesso turno si sarebbe fermata al 36%. Numeri a parte, a Roma per adesso nessun risultato dal primo dei due incontri previsti tra il ministro Di Maio e ArcelorMittal: il colloquio è durato un’ora circa e al termine non sono state rilasciate dichiarazioni.

 

Share Button