L’assessore uscente Braia sulla manifestazione di Coldiretti Basilicata

Luca Braia in merito alle dichiarazioni del direttore di Coldiretti Aldo Mattia: serve programmazione, serietà e terzietà.

“Premesso il nostro grande rispetto, da sempre testimoniato con atti concreti verso le aziende, per gli agricoltori tutti, anche di Coldiretti, basta falsità e strumentalità, serve rispetto per tutti, associazioni di categoria e uffici regionali: all’agricoltura di Basilicata serve programmazione, serietà e terzietà. Il Dipartimento, come Amministrazione pubblica, rimanga terzo ed equidistante rispetto a tutte le associazioni presenti sul territorio anche libere, sempre e solo al servizio dell’agricoltura e degli agricoltori tutti. Riguardo me, non permetto a nessuno che mi si dia del cantastorie per insultare tutta la struttura pubblica che sono onorato di aver guidato. Riguardo Coldiretti che ha manifestato – come annunciato in campagna elettorale – senza comprendere se oggi si parla al governo uscente o a quello entrante, prendiamo invece atto di questo ruolo che prendono in solitaria di rappresentanza del mondo agricolo lucano e suggeriamo al Presidente Bardi di ricordarsi, appena possibile, di ascoltare anche le altre associazioni di categoria, perché l’agricoltura lucana è una visione d’insieme.”

Basta con i doppiogiochisti e gli illusionisti venuti da fuori regione e che, in attesa di andare in pensione, viste le dichiarazioni e i comportamenti delle ultime settimane, sono stati inviati in Basilicata per una missione politica precisa e per colorare di giallo l’agricoltura regionale, ambizione legittima, e in particolare il Dipartimento Agricoltura, inaccettabile. C’era realmente bisogno di far perdere una giornata di lavoro agli agricoltori per consegnare un documento programmatico al Prefetto e chiedere un incontro a Bardi che non si è ancora insediato?

Il Direttore Mattia, dopo aver preso le distanze facendo abbandonare a Coldiretti pubblicamente il Tavolo Verde, il primo luogo istituzionale deputato proprio alla definizione delle politiche e alla risoluzione delle criticità ordinarie e legate ai bandi del Psr Basilicata, dopo aver disertato gli Stati Generali dell’Agricoltura a dicembre, pontifica e non rispetta la nostra intelligenza, mettendo di fatto sotto ricatto il Presidente-Generale Bardi. Lo stile é fin troppo evidente e le modalità di esercizio del presunto potere conquistato appare altrettanto.

Tutto quello che abbiamo comunicato costantemente con trasparenza al comparto, dati di avanzamento della spesa del Psr Basilicata 2014-2020 compresi, è comprovato ovviamente da riscontri.

Della dotazione finanziaria complessiva di 671 milioni di euro, ad oggi, sono stati impegnati oltre 512 milioni di euro, pari al 76,3% delle risorse, attraverso 30 bandi. La spesa effettuata, e gli ultimi decreti per 13 milioni di euro sono di questi giorni, è pari a oltre 157 milioni di euro, cioè quasi il 27% del programma. Le domande ammesse e finanziate, a valere su tutti i bandi, sono circa 36.000 e non sono poche, nonostante le criticità dell’organismo pagatore AGEA, il cui sistema SIN ha scontato l’adeguamento dalla vecchia alla nuova programmazione.

Purtroppo, dobbiamo constatare che Mattia ha agito invece con una missione politica precisa durante questo ultimo anno, come più volte evidenziato nelle nostre risposte ai numerosi attacchi. L’ultima volta, rispondendo proprio a Piergiorgio Quarto in campagna elettorale, avevamo anche detto che gli uffici del Dipartimento Agricoltura e dell’Autorità di Gestione del FEASR erano e sono a disposizione per approfondimenti con le “carte in mano”, sia delle Associazioni di Categoria che dei cittadini lucani tutti.

Affermare di voler azzerare UECA, poi, è un insulto alla conoscenza dei regolamenti comunitari, oltre che una offesa inaccettabile per i Dirigenti e i Funzionari dell’ufficio che, insieme agli altri dipendenti del Dipartimento, hanno lavorato tanto in questi anni riuscendo a far rispettare con anticipo i target di spesa della vecchia programmazione e quelli previsti per dicembre 2018, relativi alla nuova. Se non fosse stato per gli innumerevoli ritardi di AGEA, da questi mai per altro negati, avremmo fatto conseguire alla regione risultati nettamente più performanti di quelli che comunque sono stati conseguiti.

Si usa il termine sburocratizzazione a sproposito: una organizzazione come Coldiretti dovrebbe sapere che gli uffici di UECA seguono le regole comunitarie, che i bandi del PSR vengono emessi dalla Regione Basilicata sulla base delle misure approvate regolarmente da Bruxelles, che non c’è modo di accelerare procedure che la Basilicata condivide con le 12 altre regioni italiane prive di organismo pagatore regionale, che il sistema informativo è e rimane quello di AGEA-SIN, in quanto organismo pagatore nazionale.

Non so se il Presidente Bardi, a cui auguro personalmente da cittadino lucano e sinceramente buon lavoro, ascolterà la perentorietà di Mattia e della Coldiretti ma, se dovesse diventare parte del programma di legislatura l’azzeramento di UECA, definita dalla stessa sua associazione in questa campagna elettorale come una “calamità naturale”, sarà per noi inevitabile chiedere ben presto sia il rispetto degli impegni e la soluzione da mettere in campo, che non sia però frutto di fantasie e illusioni primaverili ed elettorali, bensì del rispetto di regole e regolamenti attuali imposti dall’Europa.

La Coldiretti non si è mai pronunciata sulla impalcatura informatizzata messa in campo dalla Regione Basilicata attraverso l’implementazione e l’avvio di diversi moduli del Sistema Informativo Regionale Sia-RB (già operativi) che può consentirci, diventando pienamente operativo a fine 2019, oltre alla gestione di tutto il PSR, di avanzare la richiesta ad AGEA di rimettere in piedi l’organismo pagatore regionale. Obiettivo oggi fattibile e del quale chiederemo conto al nuovo Governo.

Si propone di adire a una legge regionale assurda, dal momento che l’attività di controllo amministrativo sulle domande di pagamento che possa essere delegata ai CAA (Centri Autorizzati di Assistenza Agricola) non è consentito da parte della Regione, essendo essa stessa già delegata da AGEA. Serve invece l’ente pubblico e terzo al di sopra delle parti. Incredibile la pretesa di far istruire a chi contemporaneamente gestisce il fascicolo e presenta la domanda, anche la propria domanda. I Caa, peraltro, possono già svolgere tutte le funzioni attribuite dalla DGR 171/2018 e cioè le attività istruttorie anche di immissione dei relativi dati nel Sistema informativo, agevolando notevolmente la relazione primaria tra impresa agricola e Caa rispetto alle istanze da presentare e consentendo agli uffici Dipartimentali di supervisionare ed approvare in tempi più celeri procedimenti già istruiti e verificati.

Le attività di UECA sono fissate da una apposita convenzione con AGEA che delega alla Regione esattamente la funzione che le compete. Mentre, con analoga convenzione che i CAA hanno stipulato con AGEA per la gestione del fascicolo aziendale e delle domande di pagamento degli agricoltori, già gestiscono in sinergia tutte le domande che presentano anomalie da risolvere.

Su tre annualità di Psr 2014/2020, ben oltre 20.000 domande di aiuto presentano anomalie conseguenti al mancato aggiornamento del fascicolo aziendale. Per altro gli uffici hanno informato e convocato i CAA in merito e, ulteriore passaggio da rendere noto, UECA sta informando anche direttamente i beneficiari contestualmente ai CAA illustrando quali anomalie presentano le domande di pagamento e fornendo suggerimenti per procedere e risolvere, indicando le procedure.

Le accuse di immobilismo e la lamentela: “tante, troppe, sono state le proroghe dovute alla necessità di apportare rettifiche ai bandi”, sono senza giustificazione, infondate oltre che generali e generiche, se si riferiscono ai bandi in istruttoria o in uscita. E’ opportuno che Mattia si metta d’accordo con se stesso, dal momento che, come fatto spesso in questi anni a firma dell’allora presidente Quarto, oggi è lui a firmare richieste di proroghe, ad esempio, alla scadenza del Bando per la misura 16.4 Microfiliere. Le lamentate proroghe sono state concesse in riscontro alle numerose istanze pervenute dalle organizzazioni professionali agricole in generale, e da Coldiretti in particolare, nel rispetto del principio di confronto partenariale a cui ci si è sempre ispirati nella fase di programmazione e di attuazione del PSR Basilicata.

In particolare, per essere trasparenti fino in fondo, è corretto che si sappia che per quanto attiene la Coldiretti e rimanendo al solo, e pur importante, ambito delle filiere produttive, sono state da loro richieste modifiche e/o integrazioni con note del 26/09/2017 e dell’11/12/2017, poi del 18/04/2018 ed è stata richiesta l’integrazione di risorse e proroga con note del 2 ed 11/07/2018. Anche le sole “modifiche e/o integrazioni” comportano, come in effetti hanno comportato, una riapertura di termini di un bando, specie laddove, come nel cennato caso delle filiere produttive, la progettazione presenta elementi di complessità.

Per le istruttorie in corso con il personale a disposizione degli uffici, da integrare alla luce dei pensionamenti, sono state concluse le istruttorie anche del secondo bando per i Giovani misura 6.1, la misura 4.2 per la trasformazione e l’organizzazione aziendale. Si concluderanno, invece, nelle prossime settimane, quelle della misura 16.0 delle filiere e della misura 4.1 ordinaria.

Gli atti e i bandi da noi emessi sono facilmente controllabili sul portale istituzionale e su quello del FEASR, non serve nessuna bacchetta magica da applicare nei primi 100 giorni di nuova governance, bensì continuare ad avere una visione, quella del bene dell’intero comparto agricolo, una programmazione che possa proseguire quanto di positivo è stato avviato in questi anni e una azione consequenziale che miri sempre e solo a continuare ad offrire agli agricoltori e alla Basilicata Rurale tutta, ogni occasione di sviluppo possibile. Abbiamo lavorato e raccontato le verità e non le storie in questi 4 anni, vigileremo sul futuro.”

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