Potenza, Venum 3.0: bagarre sindacale sugli stipendi a 40 ex dipendenti

E’ sempre più intricata la vertenza che interessa Venum 3.0: azienda di servizi informatici di Potenza con problemi finanziari causati dalla mono committente Axélero di Milano e che ha prodotto il licenziamento per giusta causa di 40 su 120 dipendenti, molti dei quali che hanno maturato fino a 4 mesi di stipendi arretrati.

A smentire la notizia aziendale di un piccolo acconto di 250 euro versato a tutti i dipendenti, compresi quelli che hanno dovuto gettare la spugna, è il sindacato Filcams Cgil. Una posizione mal digerita dalla sigla coinvolta in prima persona, Uiltucs Uil, promotrice di assemblee e scioperi oltre ad aver presenziato ad un tavolo in Prefettura per provare a smuovere le acque. Forti i timori da parte degli ex dipendenti, i quali attendono ancora le retribuzioni relative alle mensilità di luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre. Da quanto si apprende, alcuni senza contributi versati.

“Siamo al dentro o fuori, la data del 15 dicembre è fondamentale – ha dichiarato il segretario generale Uiltucs Uil, Rocco Della Luna. Incomprensibile il comportamento dei vertici di creare disparità sull’erogare un acconto tra i lavoratori rimasti e chi è stato costretto ad andare via, proprio in un momento di difficoltà che si sta provando a risolvere. Abbiamo dato una ulteriore chance a Venum ed Axélero per ripristinare interamente le attività, di contro ci sarà un nuovo sciopero in attesa di altre situazioni.”

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