Rapporto Svimez 2018. Basilicata: crescita in frenata, ritardi sulla spesa dei POR

“Nel 2017 il Mezzogiorno ha proseguito la lenta ripresa ma in un contesto di grande incertezza rischia di frenare”

Nel quadro di un rallentamento generale dell’economia italiana il Pil del Mezzogiorno nel 2018 dovrebbe attestarsi allo 0,8% mentre quello del Centro-Nord all’1,3% riaprendo così “la forbice” tra Centro-Nord e il Sud.

Presentazione del rapporto Svimez 2018

L’annuale appuntamento con la presentazione del “Rapporto Svimez 2018” si è tenuto nella Sala della Regina di Montecitorio alla presenza del presidente della Camera Roberto Fico dove il direttore e il presidente dell’associazione – rispettivamente Luca Bianchi e Adriano Giannola  hanno esposto le linee principali del rapporto. Le conclusioni sono state affidate al ministro per il Sud, Barbara Lezzi.

I principali indicatori contenuti nel rapporto che dipingono il quadro generale dell’economia nel mezzogiorno sono quelli dei settori produttivi, mercato del lavoro, interdipendenza nord – Sud, popolazione e migrazioni, reddito e povertà, scuola, pubblica amministrazione, finanza pubblica, servizi, federalismo, economia illegale, politiche di coesione, infrastrutture, logistica, industria culturale e no profit.

Si riapre la forbice tra le due aree del Paese. “Nel corso dell’anno gli investimenti, che sono la componente più dinamica della domanda, crescono in entrambe le aree, ma in maniera più marcata al Nord: +3,8 nel Sud, +6,2% nel Centro-Nord”. Ma, si legge ancora nel rapporto, “è soprattutto la riduzione dei consumi totali, che crescono nel Mezzogiorno dello 0,5% e al Centro Nord dello 0,8%, ad incidere maggiormente sul rallentamento meridionale”.

La Basilicata si attesta su un incremento del PIL modesto, +0,7% nel 2017, dopo la forte accelerazione della crescita negli anni scorsi. L’industria lucana è in forte ripresa già dal 2014 e continua a trainare l’economia regionale: al termine del triennio ha una performance molto positiva (+47% nel 205-2017).

Sul fronte occupazionale l’andamento 2017 è stato particolarmente positivo per la Calabria e la Campania (+2,6% e + 2,3%). L’occupazione nei servizi cresce in tutte le Regioni, con l’eccezione di Basilicata (e Sardegna) dove in flessione è pure il numero degli occupati agricoli. In generale però tra il primo trimestre del 2017 e quello del 2018, nella regione lucana si rileva “una crescita tendenziale sensibile e superiore alla media” .

La Basilicata è (insieme al Molise) la Regione con i tassi migratori universitari più elevati in termini percentuali sugli iscritti (con oltre il 40%).

Nel settore finanza e servizi pubblici la Basilicata ha registrato un leggero miglioramento rispetto alle restanti Regioni che peggiorano ulteriormente.

Riguardo le politiche di coesione nell’edizione 2018 del Rapporto è definito lento “anche l’avanzamento dei POR Campania e Basilicata”. Il POR Basilicata, peraltro in controtendenza rispetto alle performance positive degli scorsi anni, appare a rischio in relazione agli obiettivi di spesa di fine 2018, con una quota di risorse impegnate e pagate pari rispettivamente a circa il 4,94% e 3,09% del contributo assegnato.

Accessibilità infrastrutturale. Le linee elettrificate nel Sud sono aumentate di oltre un terzo (+37%), a fronte di un più modesto +8,5% rilevato nelle regioni centro settentrionali, grazie ai rilevanti investimenti effettuati in Puglia (+16,8%), Molise (+76,5%), Calabria (+39,8%), Sicilia (+53,7%) e soprattutto Basilicata (più di 11 volte la dotazione del 1990). Più in generale però “l’accessibilità alle infrastrutture nel Sud rimane ancora molto indietro rispetto alla media UE. Il livello di accessibilità autostradale e ferroviaria delle Regioni meridionali” con il dato della Basilicata che si colloca “ben al disotto della metà di quello europeo”. Nei collegamenti aerei, tutte le regioni meridionali hanno un indice che va da quasi 1/3 (Abruzzo) a poco meno di 1/10 (Basilicata).

Stime demografiche. Infine sempre Svimez stima che i lucani che nel 2017 erano 570.365, ad inizio anno 2065 saranno 403.670.

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