Arcelor Mittal Italia: “Futuro sostenibile” per l’ex Ilva

2 miliardi e 400 milioni di investimenti, di cui 1 miliardo e 15 per l’ambiente. Il “futuro è sostenibile” nella visione della neonata Arcelor Mittal Italia. Nel piano ambientale per Taranto, 300 milioni sono destinati alla copertura dei parchi minerari; 35 per i filtri dell’impianto Agglomerazione; 167 per il trattamento delle acque; 200 milioni per il rinnovamento delle cockerie.

Con una accelerazione ai contenuti del dpcm 2017, il primo parco materie prime sarà coperto entro l’ultimo trimestre del 2019; il secondo per maggio 2020. Prevista inoltre la depolverazione dell’impianto di agglomerazione, con una riduzione del 30% delle polveri per la prima linea dell’impianto (entro il 31 marzo 2021) e, del 50%, per la seconda (entro il 30 settembre 2022). In merito al trattamento del gas nelle cockerie, l’obiettivo è garantire un livello contenuto di acido solfidrico inferiore a 500mg/nm3 (metro cubo). Utilizzare infine una tecnologia in house innovativa, in linea con le migliori tecnologie, per il trattamento delle acque reflue per l’acqua di lavaggio degli altoforni. Sono i contenuti di quello che il vicepresidente di Arcelor Mittal Italia, Matthieu Jehl, definisce “Il piano ambientale più ambizioso di sempre”.

Jehl parla anche di salute e sicurezza, così sintetizzando: “Non c è una tonnellata di acciaio che vale la pena di produrre se non possiamo tornare a casa in piena salute. Come facciamo per migliorare? Formare, monitorare, organizzare”.

La ricerca in loco, con l’apertura di un Centro a Taranto è l’altro punto di forza per l’azienda che, conclude Jehl, punta su “leadership, qualità e sostenibilità”. Sulla “trasparenza” e il “buon rapporto con la comunità”. Sulla formazione e la valorizzazione delle risorse umane, con un obiettivo: “Vogliamo fare di Arcelor Mittal Italia il punto di riferimento in Arcelor Mittal Europa”. 

(Nella foto, un momento delle fasi di sostituzione dell’insegna)

 

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