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Rimodulazione fondi 5G. Cifarelli chiede chiarimenti a Di Maio; Giacomelli a Liuzzi: mente

Lo scorso 25 ottobre il Cipe, su richiesta del ministro Di Maio ha dirottato 95 milioni di euro di risorse originariamente destinate al 5G per il cofinanziamento di progetti di ricerca, sperimentazione, realizzazione e trasferimento tecnologico in favore della diffusione capillare del Wi-fi sul territorio nazionale.

La decisione, secondo il ministero è stata presa “alla luce della fase ormai avanzata dei progetti di sperimentazione pre-commerciale 5G” e comunque la rimodulazione dei fondi non riguarda “eventuali impegni di spesa già perfezionati”.

Dalla Puglia e Basilicata, – Bari e Matera figurano tra le città italiane inserite nella sperimentazione – insorgono i parlamentari del PD Boccia e Margiotta secondo i quali il taglio con ridestinazione delle risorse è un “fatto molto grave”.

Il caso diventa politico. Sulla vicenda interviene il segretario del PD materano, Cosimo Muscaridola: “il Governo legastellato sta dimostrando il suo vero volto ovvero, nei fatti, è nemico della città di Matera in quanto prima sottrae i fondi del bando periferie, oggi toglie 100 milioni di euro dal fondo destinato alle città scelte per la sperimentazione del 5 G e volute fortemente dal Governo a guida PD. Tra queste figura Matera che sta investendo molto sul progetto di città digitale e che ha messo l’innovazione tecnologica al centro delle sue politiche di sviluppo”.

“Non c’è stato alcun taglio anzi le risorse sono aumentate” replica la deputata del M5S Mirella Liuzzi difendendo la scelta del ministro e vicepremier Di Maio: “Il precedente Governo” sottolinea “aveva destinato fondi per la creazione di centri di ricerca, superati dall’avanzata delle sperimentazioni. Addirittura non si era nemmeno mai creato un bando e quindi quei soldi erano fermi ed immobili, oltre che dei veri e proprio doppioni”.

Roberto Cifarelli – assessore politiche di sviluppo Basilicata

Dalla Basilicata l’assessore alle politiche di sviluppo Roberto Cifarelli chiede chiarimenti al ministro Di Maio perchè “se la notizia sulla rimodulazione dei fondi e il conseguente taglio degli investimenti previsti anche per le città di Matera e Bari dovesse trovare conferma, ci troveremmo di fronte alla ennesima ingiustizia ai danni del Mezzogiorno operata dal governo gialloverde”. Diverse sono infatti – per l’assessore lucano – le voci discordanti sulla vicenda che rischiano di generare confusione.

Medesima preoccupazione è condivisa dal presidente Massimo De SalvoConfapi Matera” dichiara “ha lavorato sin dall’inizio per rendere concreta questa opportunità che il precedente Governo ci aveva offerto, non solo organizzando il primo convegno in città col sottosegretario Giacomelli, ma soprattutto coordinando la partecipazione di diverse Pmi locali al bando di gara del Mise”.

Ed è proprio l’ex sottosegretario Antonello Giacomelli che per i Governi Renzi e Gentiloni ha seguito le “pratiche” del 5G a tentare di chiarire: “Mirella Liuzzi scrive cose false quando dice che non c’e’ più bisogno di quei fondi visto lo stato avanzato delle sperimentazioni” afferma in una nota.

Per Giacomelli “le cose non sono correlate e comunque e’ vero esattamente il contrario: la sperimentazione riguarda servizi a valore commerciale, il nostro fondo è per progetti di soggetti pubblici finalizzati a servizi di interesse generale. Quindi a fianco delle legittime iniziative commerciali private servono risorse a sostegno del ruolo specifico e centrale del pubblico”. Poi l’ex sottosegretario sottolinea che la delibera Cipe è stata pubblicata a Giugno e quindi “toccava al ministro Di Maio procedere al bando”. Giacomelli infine conclude con una domanda: “il nostro governo ha stanziato 100 milioni per progetti innovativi di Regioni comuni centri di ricerca. Di Maio li taglia o no?”.

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