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Basilicata. Il presidio a oltranza dei lavoratori dell’indotto al Centro Oli di Tempa Rossa

Rischiano di non vedere riconfermato il contratto

Stefano ha 25 anni, è di Sant’Arcangelo ed è uno degli operai che con la fine di ottobre rischia di veder finire anche il suo lavoro nell’indotto di Tempa Rossa, nel nuovo futuro centro petrolifero lucano. I lavoratori del territorio che, come lui, vivono da orfani questa fase di passaggio tra la realizzazione dell’impianto e la sua messa in funzione sono circa 200. Parliamo di quelli che provengono dai comuni del comprensorio, in un raggio di poche decine di chilometri e che negli anni si sono formati e che, con l’impianto della Total nel giardino di casa, proprio non ci stanno a restare senza occupazione. Per questo hanno messo in atto un presidio che durerà fino a quando non arriverà l’assicurazione di un futuro nell’indotto. E ai due ingressi del centro oli aspettano, ad oltranza, fino a quando non risponderanno Total e Prefettura.

 

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