Matera 2019. Il Governo imprime un’accellerazione coi ministri Lezzi e Bonisoli

Per Matera 2019, il Governo sta provando “a fare l’impossibile per recuperare almeno una parte del tempo che, purtroppo, è stato evidentemente perso” dai Governi precedenti “da parte dei quali non ravviso ci sia stato alcun particolare sollecito rispetto ad una situazione già da tempo palesemente critica” dice Barbara Lezzi, ministro per il Sud rispondendo in aula di Montecitorio alla lucana 5Stelle Liuzzi.

Lezzi ricorda però che a questo punto, come pure annunciato nel corso della sua visita lucana “l’intento è quello di mettere da parte le polemiche e lavorare duramente per poter recuperare tutto il tempo perso”.

Contemporaneamente – sul versante culturale – il ministro Bonisoli incontrava il presidente e il direttore della Fondazione 2019, Adduce e Verri per un aggiornamento sullo stato di avanzamento del programma in vista della imminente visita a Plovdiv e delle iniziative da avviare congiuntamente tra le due Capitali europee della Cultura 2019.

“Al termine del colloquio il ministro ha chiesto ai vertici della fondazione un ulteriore aggiornamento al riguardo nel corso di una prossima visita a Matera che si terrà al principio di agosto”.

Adduce e Verri durante l’incontro con il ministro Bonisoli

Anche la Lezzi ha anticipato di voler tornare a Matera con cadenza mensile, già a partire dal prossimo 30 luglio per un ulteriore monitoraggio che dice “rappresenterà un fondamentale passaggio di verifica”.

Per il ministro diventa indispensabile anche un’analisi dei flussi turistici per Matera 2019, “finora mai effettuata” evidenzia “che ci consentirà di avere dei parametri chiari di previsione dei flussi, al fine di organizzare le attività ricettive, i parcheggi, la viabilità interna e quella esterna”.

Dunque da Roma a Matera, passando per Potenza tutti “pancia a terra”, polemiche da parte a lavorare per recuperare i ritardi, ritardi che come sanno bene coloro che conoscono le vicende culturali e politiche materane degli ultimi anni sono di natura “strutturale”.

Il percorso verso l’anno 2019 è stato segnato da una serie di inevitabili divisioni: c’è stata una campagna elettorale (a metà del 2015) e un cambio della guardia al Comune con la promessa di un cambio di passo che non c’è stato, si sono votati un paio di referendum e poi le politiche, e nel prossimo futuro ci sono pure le regionali.

Nel frattempo il tira e molla “sull’intoccabile Dossier” ha visto soccombere l’attuale sindaco che ha dovuto salvare il salvabile richiamando in maggioranza gli sconfitti nelle urne e vanificando di fatto il voto amministrativo.

A livello nazionale i governi Renzi – Gentiloni, per tentare di recuperare superando le lentezze imposte dalle litigiosità politiche locali, hanno inviato in Basilicata un “facilitatore” (Salvo Nastasi).

Nel frattempo è cambiato pure il Governo nazionale e quello di Conte, adesso addita come responsabili dei ritardi gli esecutivi precedenti e anzi paventa il commissariamento, con buona pace di quanti, ben prima di tutti questi governi denunciavano la mancanza di infrastrutture ferroviarie, stradali e di contenitori culturali adeguati per collegare Matera (e rappresentare) degnamente l’Italia in Europa.

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