Infortuni sul lavoro. Basilicata in testa per incidenti mortali nel 2015

I dati più recenti sull’andamento infortunistico e tecnopatico, sono stati presentati a Roma dal presidente dell’Inail Massimo De Felice e dicono che nei primi cinque mesi del 2018 le morti sul lavoro denunciate sono state 389, 14 in più rispetto all’anno precedente.

Questi numeri contenuti nella Relazione annuale dell’Istituto riguardano i soli casi avvenuti in itinere, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (aumentati da da 104 a 118), mentre per quelli occorsi in occasione di lavoro le denunce sono state 271 in entrambi i periodi.

Nei primi cinque mesi del 2018 si è registrato un aumento di 28 casi mortali (da 320 a 348) nella gestione Industria e servizi, mentre in Agricoltura i decessi denunciati sono stati otto in meno (da 43 a 35) e nel Conto Stato sei in meno (da 12 a 6).

Nell’analisi territoriale in questi primi mesi del 2018 si riscontrano diminuzioni dei casi al Sud con -15 decessi e cali significativi in Puglia, dove rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso si passa da 24 a 11 casi.

Guardando più indietro però, come che ha fatto “Il Sole 24 Ore” elaborando i dati Istat del 2015 si scopre che il tragico primato va alla Basilicata che insieme alla Calabria è la regione con il maggior tasso di incidenti gravi sul lavoro, triste primato che più in generale nel Mezzogiorno si accompagna a quello dei livelli più alti di disoccupazione.

Guardando ai freddi numeri – dove il dato medio nazionale è pari a 11,9, gli incidenti registrati nel 2015 in Basilicata sono stati 24,4 ogni 10mila lavoratori.

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