Ilva. Di Maio: “primi incontri cordiali”, Emiliano: “ricostruita connessione con il Mise”

Sull’Ilva “stiamo proseguendo le interlocuzioni, ho avuto incontri molto cordiali con tutte le parti: sindacati, governatore Puglia, sindaco e prefetto di Taranto”.

In queste poche dichiarazioni del ministro del lavoro e sviluppo, Luigi Di Maio, la sintesi di una prima giornata interlocutoria con le parti coinvolte nella trattativa sul futuro del siderurgico tarantino. Di Maio che incontrerà oggi “anche il potenziale acquirente” sottolinea che dopo questo il tavolo previsto nel pomeriggio, avrà “modo di avere una situazione molto più chiara sulla vicenda, abbiamo ereditato dal precedente governo una procedura in corso” conclude “la gestiremo con massima responsabilità”.

Al termine della mezz’ora di colloqui si dice estremamente soddisfatto il presidente pugliese Emiliano: “Voglio dire ai cittadini di Taranto” afferma ai cronisti all’uscita dal ministero “che la connessione e la comunicazione tra la Regione Puglia e il ministero dello Sviluppo Economico è stata ricostruita e ripristinata”.

“Questa” sottolinea “è una cosa di un’importanza enorme, fate conto che in precedenza questo rapporto non era mai esistito” ha aggiunto Emiliano spiegando che il ministro “ha ascoltato le nostre posizioni, gli ho consegnato la nostra ultima proposta che gli consentirà di decidere – nell’eventualità in cui scelga di proseguire l’attività industriale della fabbrica – conoscendo il nostro punto di vista”.

Se il governo deciderà di riconvertire immediatamente la fabbrica senza consentirne la prosecuzione dell’attività “noi ovviamente ci limiteremo a chiedere assicurazione sui livelli occupazionali, non avendo intenzione di entrare nella vicenda della valutazione dell’effettiva strategicità dell’impianto”.

Questo ovviamente significa, ha aggiunto Emiliano, “piena collaborazione con il ministro che ha ascoltato con enorme interesse per tutta la mezz’ora del colloquio, devo dire è stato estremamente cordiale e quindi se devo trasmettere un’impressione personale: la città di Taranto e i cittadini sanno adesso di poter contare su un ministro dello Sviluppo economico che non ha interesse a risolvere la crisi aziendale punto e basta, ma vuole definitivamente dare un assetto alla questione Ilva per i prossimi anni”. Se si deciderà, con l’aiuto del sindacato, di far proseguire l’attività industriale della fabbrica “l’unica strada possibile è la cosiddetta decarbonizzazione, ovviamente nei tempi industrialmente accettabili non si può pensare di decarbonizzare immediatamente”.

Se invece si decide di chiudere “secondo il mio giudizio, occorre una quantità di denaro enorme, che ovviamente prevede non solo tutte le bonifiche ma anche la costruzione di alternativa industriali”.

In conclusione, Emiliano ha aggiunto “sto meglio, perché le mortificazioni che ho avuto in passato sono state terribili. Non potersi sedere a un tavolo di trattativa per difendere la salute dei propri concittadini è una cosa che non mi sarei mai immaginato potesse accadere in particolare con un governo del mio partito”.

Più cauto il commento del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: “È stato un incontro gradevole, ho trovato un ministro con un sano equilibrio, molto pragmatico e siamo fiduciosi che ci si possa mettere a lavorare”.

Per il primo cittadino “ci sono diversi scenari, ma sono fiducioso che il ministro – scevro da pregiudizi – si sia già calato nel ruolo confidando nell’analisi delle carte”.

Il sindaco si è poi messo a disposizione per riprendere il percorso e continuare a lavorare sull’ipotesi di piattaforma condivisa. “Penso e spero non si resetti tutto quello che è stato fatto in questi mesi, c’è un cauto ottimismo ora bisognerà vedere la distanza tra le parti”, ha continuato aggiungendo “Come si fa a essere per la chiusura, quando c’è un plafond di 5 miliardi di investimenti, parchi minerari di cui sta partendo il cantiere e già da qualche settimana procedure ambientali e investimenti in tecnologie?”.

Secondo Melucci bisogna continuare a lavorare, “non siamo nel migliore dei mondo possibili, però, prima di fermare tutto e aspettare utopiche ventennali bonifiche – non si sa con quali coperture – preferisco restare coi piedi per terra e mi fa piacere che anche il ministro abbia questo approccio”.

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