Ilva: sindacati, governo tuteli lavoratori e imprese indotto

“La ripresa della trattativa non può prescindere dall’affrontare la questione Ilva nella sua globalità e senza trascurare coloro che, con la propria prestazione lavorativa, permettono all’impianto di funzionare e produrre”. Lo scrivono i segretari di Fisascat, Fist, Felsa e Filca Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs, in una lettera al vice premier Di Maio. “Noi – aggiungono – siamo convinti che questo Governo, ancor più che in passato, si occuperà dei lavoratori delle pulizie civili e industriali, edilizia, ristorazione collettiva e somministrazione circa 4000 addetti, tenendo insieme le questioni dei lavoratori diretti ed appalto a partire dalla salvaguardia occupazionale e reddituale, tutele e prevenzione per la salute e sicurezza (oggi insufficienti) ed infine la salvaguardia dell’Ambiente”. I lavoratori dell’indotto, puntualizzano i sindacati di categoria, “pagano, da tempo remoto, il prezzo delle nuove logiche di mercato, con commesse assegnate al massimo ribasso e condizioni di lavoro divenute, ormai, insostenibili. Auspichiamo che il nuovo Governo dia risposte alle questioni sopra esposte e garantisca e salvaguardi i lavoratori tutti e tutte le famiglie, il loro reddito dignitoso, la loro salute e sicurezza”.

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