Anche la Basilicata è nel piano per le energie rinnovabili di ENI

Anche la Basilicata fa parte del Piano dell’Eni per la produzione di energie rinnovabili: l’azienda sta infatti progettando un impianto fotovoltaico di sette megawatt a Ferrandina (Matera), nell’area della Valbasento che in precedenza era “sede” di industrie chimiche.

Un passaggio quindi verso la produzione “green”, che al momento è nella fase delle attività di bonifica dell’area, per poi procedere agli iter di autorizzazione.

E’ quanto è emerso oggi, a Potenza, nel corso dell’incontro “Parole a confronto”, con i rappresentanti dell’Eni, moderato dal giornalista Mario Sechi” direttore del periodico “Orizzonti, idee dalla Val d’Agri” “sul futuro dell’industria e la transizione energetica.

Il fondatore di Nomisma energia, Davide Tabarelli, ha ricordato che lo scorso anno in Italia sono aumentati i consumi di gas e petrolio, e soprattutto il gas può rappresentare un valido sostegno alla “decarbonizzazione”, e quindi al passaggio di lungo periodo verso le innovabili: un prodotto meno inquinante in un Paese che resta uno dei pochi, in Europa, ad aver toccato il 17% di produzione “verde”, ma ancora poco per parlare di transizione. E il 30% della produzione lucana dell’Eni è di gas, ovvero tra i quattro e i 4,5 miliardi di metri cubi standard. Una ricchezza nella ricchezza quindi, che nel lungo periodo può essere un “paracadute” per le rinnovabili.

L’economista Giuseppe Sammarco ha infatti ricordato che gli impianti di questo tipo, al momento, hanno periodi di non-produzione legati agli eventi atmosferici, ma gli impianti a gas possono giocare un “ruolo da supplenti”, e il percorso di decarbonizzazione dell’Eni punta quindi su quattro “pilastri”: riduzione delle emissioni, “Portafoglio oil and gas, low carbon”, “Business green” e ricerca e sviluppo. La Basilicata rientra quindi in uno scenario energetico europeo per la produzione di gas e greggio.

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