Metaponto (MT). Emergenza precarietà delle condizioni dei lavoratori stranieri stagionali

A Metaponto esiste una emergenza legata alle condizioni in cui decine e decine di cittadini stranieri, perlopiù braccianti agricoli, vivono in zone che sono indescrivibili a parole, dire precarie è dir poco e si tratta, senza ombra di dubbio, di una situazione che deve essere risolta nel minor tempo possibile, per il bene di tutti.

Si tratta di cittadini stranieri regolari, quindi in uno status avanzato rispetto ai migranti ospitati nei centri di accoglienza e che quindi hanno documenti e regolare permesso di soggiorno. Sono tre i luoghi in cui queste persone risiedono: l’ex falegnameria Pizzolla e l’ex fabbrica Montubi, sono aree private; un’area comunale che si trova sotto un ponte a pochi metri dalla stazione lungo la strada che porta vero il lido.

Il 3 maggio scorso il Comune di Bernalda ha emesso una ordinanza che intimava lo sgombero di queste aree, entro il 21 maggio. Una situazione antica, perché i migranti da oltre un decennio, come racconta anche un verbale di un incontro in prefettura di poche settimane fa, occupano abusivamente alcune aree per le quali già in passato sono stati adottati provvedimenti di sgombero.

Metaponto è uno snodo cruciale per la manodopera straniera che viene impiegata nei campi. E proprio perché è un problema molto grande è necessario, si è evidenziato in quella riunione, che non gravi solo sulle spalle del Comune di Bernalda ma che se ne facciano carico tutti gli enti istituzionali coinvolti.

Per le associazioni, però, è necessario prioritariamente trovare una giusta soluzione prima di sgomberare queste aree perché, altrimenti, il problema si ricreerebbe altrove nello stesso territorio con chissà quali risvolti di natura sociale.

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