Ance Taranto all’amministrazione: “Più attenzione al Codice degli appalti a tutela delle imprese sane”

“Infrastrutture al collasso, manutenzioni assenti, opere incompiute, cantieri che non partono”. E’ “il ritratto fosco di un Paese intero ormai in codice rosso su tutto il fronte dei lavori pubblici”. La denuncia arriva dall’Ance di Taranto. Se il codice appalti del 2016 “per molti versi ha fallito”, spiega l’associazione di categoria, è vero anche che “riscrivere le regole non basta. Spesso le regole ci sono, anche innovative, ma i problemi vengono da un cattiva applicazione da parte delle Amministrazioni”. Tuonano dalla sezione Costruttori Edili di Confindustria che per Taranto contestano gli esempi di “contenziosi e cattive esecuzioni, filiere di subaffidamento poco chiare, evasione retributiva e contributiva, inadempimenti in materia di sicurezza, il tutto a sancire una difficoltà delle imprese sane a competere con chi le regole non vuole rispettarle”.

C’è poi il gioco pericoloso del “ribasso dei prezzi sostituito dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. E dall’amministrazione la denuncia dell’Ance passa alla CPT che decide “di affidare al massimo ribasso i lavori per la realizzazione di una propria struttura operativa all’interno dell’area P.I.P. del Comune di Maruggio”.

Dalla denuncia, infine, si passa all’appello: ci rivolgiamo “ai nostri Amministratori per fare ricorso ad una più attenta applicazione del Codice, garantendo una maggiore e più qualificata partecipazione delle aziende sane che non possono più ignorare, soprattutto in un momento di profonda crisi come quello attuale, la necessità di mantenere gli equilibri finanziari per poter continuare a sopravvivere e per poter garantire la corretta esecuzione delle opere a loro affidate”.

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