Ilva, Vescovo al precetto pasquale: “La vita vale più della produzione”

Non lasciano spazio a dubbi o dibattiti le parole del vescovo di Taranto mons Filippo Santoro. Va dritto alla verità: “La vita è più importante del profitto. L’uomo è più importante della sua produzione”. È il cuore dell’omelia del precetto pasquale all’Ilva, a cinquantanni dalla messa di Natale in fabbrica con papa Paolo sesto nel 1968.

Un papa “profetico”, dice Santoro, perché “intuì l’importanza di ricucire lo strappo tra la Chiesa e il mondo del lavoro”. All’epoca, spiega ancora il vescovo, erano forse poco conosciute le conseguenze sull’ambiente, “ma non era sconosciuto il pericolo più grande: quello di anteporre altri valori all’uomo stesso”. Matrice, questa, di tutti gli errori, primo fra tutti quello di “caricare di una croce di acciaio tanti poveri cristi”, tuona Santoro. Nelle prime file ci sono i commissari straordinari Ilva, il sindaco, il prefetto.

“L’uomo, la vita, valgono più di ogni cosa. valgono più della macchina”, ribadisce il vescovo ricordando gli operai morti sul lavoro e affermando: “Sento bruciare queste parole come inascoltate. Le ho sentite suonare in me dopo aver sentito dell’incostituzionalità del decreto del 2015 che tutelava la produzione sacrificando la vita”.

L’Omelia integrale del Vescovo

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