Ilva, Tamburrano a Calenda: incontri anche associazioni ambientaliste

Convocare le associazioni ambientaliste, illustrare loro i programmi del governo, e dare certezze sui tempi di realizzazione. Il tutto per “dare un segnale di ascolto al territorio” sull’Ilva. Sono le richieste del presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in una lettera, il cui obiettivo è pure quello di chiarire nuovamente la propria posizione, all’indomani del ricorso ad opponendum presentato al Tar di Lecce, contro il ricorso avanzato dal Comune di Taranto e dalla Regione Puglia del decreto col quale è stata data approvazione all’attuale piano ambientale per Taranto.

Tamburrano delinea nella missiva il quadro politico locale, sempre nell’ambito della vicenda Ilva, parlando di “partiti in frantumi, in barba ad ogni forma di coerenza – dice Tamburrano – interessati solo ad assicurarsi una poltrona in Parlamento”. Interessi politici o no, del resto il 4 marzo si avvicina per tutti, la vicenda diventa sempre più complessa, con il governatore Emiliano che attende la convocazione da Gentiloni; il sindaco Melucci che dichiara di essere pronto ad azioni clamorose, anche in sede UE, se continua il silenzio del governo; col ministro Calenda che difatti tace e i sindacati metalmeccanici che proseguono con incontri e sopralluoghi, come previsto nel calendario dalla trattativa.

Intanto, oggi e domani, a Taranto, è di nuovo Wind day. Le scuole al quartiere Tamburi sono un’altra volta chiuse.

Sono già dieci i giorni di chiusura delle scuole del rione a ridosso del Siderurgico dall’inizio dell’anno scolastico. “Dieci giorni – attaccano in una nota Francesco Nevoli e Massimo Battista, portavoce del M5S in Consiglio comunale – in cui si ripete il teatrino di bambini che non vanno a scuola, ma vanno insieme alle loro mamme in giro per negozi o stanno in strada a giocare davanti alle stesse scuole chiuse, oppure aspettano in strada gli autobus che li conducono in altre scuole fuori dal quartiere”.

Per i consiglieri si vada dritti al problema delle polveri e delle emissioni. Così anche per i Genitori tarantini. L’associazione chiede “la chiusura delle fabbriche inquinanti e la riconversione economica dell’economia tarantina”.

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