Taranto. Francesca Re David (Fiom) sui negoziati Ilva il “conflitto tra istituzioni è un danno”

“Il conflitto istituzionale è un danno, noi ce lo sentiamo sopra la testa, è una cosa che ha spostato dal merito la trattativa e che punta a ridurre il sindacato ad un ruolo di discussione di una parte e non del tutto”.

Lo ha detto Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, partecipando a Taranto a una iniziativa pubblica sull’Ilva organizzata dalla Cgil territoriale.

Francesca Re David (Fiom CGIL)

“Noi come Cgil e Fiom – ha aggiunto Re David – abbiamo ottenuto e rivendichiamo di aver ottenuto l’apertura del tavolo con gli enti locali sia per Genova che per Taranto e gli altri territori, cosa che non era prevista. Crediamo che la campagna elettorale debbia rimanere fuori da questa discussione e crediamo sia necessario restare sul merito. A noi non interessano le rigidità da questo punto di vista nè da parte del Ministero nè da parte degli enti locali”. Il titolo dell’incontro, a cui partecipa anche Maurizio Landini della segreteria confederale Cgil, è “Vertenza Ilva. Una contrattazione difficile per la tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro”.

“Discutiamo insieme su qual è il futuro dell’Ilva. Noi siamo convinti che il futuro dell’Ilva sia un piano industriale serio, di grande innovazione. Sia un piano ambientale serio, che consideri anche l’impatto sanitario come prevede la legge regionale da questo punto di vista” ha sottolineato Re David “Finalmente – ha precisato – c’è un’apertura di tavolo che tiene tutti dentro, cosa che la Fiom ha chiesto dal primo momento e che aveva ottenuto, a partire dall’ultima riunione che era stata fatta il 28 novembre. Un’apertura di tavolo che deve tenere conto delle prerogative degli enti locali, dei cittadini e dei lavoratori del territorio, della discussione con Mittal, con l’amministrazione straordinaria e con il governo. Questo è l’unico modo per arrivare alla soluzione migliore per tutti. Una soluzione che non preveda esuberi, che preveda un lavoro qualificato, che preveda un acciaio finalmente innovato e che preveda una riduzione dell’impatto secondo le più alte tecnologie presenti oggi in Europa”. 

“Non si può trovare una soluzione per l’Ilva che non abbia il consenso di tutti i soggetti: i lavoratori, ma anche la città” ha affermato Maurizio Landini, della segreteria confederale Cgil, parlando con i giornalisti a margine dell’iniziativa “Credo – ha aggiunto Landini – sia nostro compito mettere assieme la difesa del lavoro con la difesa della salute sia dei lavoratori che dei cittadini, e siccome pensiamo che in questa occasione questa opportunità può esserci, riteniamo che bisogna valorizzare al massimo la ripresa del confronto, che è fissata per il 20 con tutti i soggetti”.

Il tavolo della trattativa, ha puntualizzato Landini, “è il luogo in cui far assumere impegni e trovare il modo che tutti i soggetti istituzionali, il governo, l’impresa e le organizzazioni sindacali, determinino un reale cambiamento, l’avvio degli investimenti e il rilancio del lavoro e della salute in questo territorio”.

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