Ilva. Scontro col Governo, i sindacati chiedono a Emiliano il ritiro dell’impugnativa

Governo da una parte, Regione e Comune di Taranto dall’altra, all’indomani della decisione della Puglia di impugnare il decreto sul piano ambientale dell’Ilva.

Il ministro dell’Ambiente Galletti è stupito e dice che il piano industriale è forte e quello di ambientalizzazione è il migliore che si sia visto.

Il ministro dello Sviluppo Calenda accusa gli enti locali di gestione schizofrenica e congela il negoziato, in attesa della decisione del Tar di Lecce: se l’impugnativa viene accolta, l’impianto si dovrà spegnere.

Da Taranto replica il sindaco Melucci “Basta con il furto del futuro dei nostri bambini”.

In mezzo ci sono i maggiori sindacati, per alcuni dei quali questo rimpallo sa di propaganda elettorale. Si tratta delle segreterie di Cisl, Uil, Fim e Uilm di Taranto che sulla decisione della Regione Puglia e del Comune di Taranto di ricorrere ai giudici amministrativi sul piano ambientale dell’Ilva richiamano Emiliano e Melucci ad un “atteggiamento costruttivo realmente mirato”.

La questione irrompe anche durante l’assemblea nazionale della siderurgia organizzata dalla Fiom e in corso nella sede nazionale della Cgil a Roma. Nel corso della quale il segretario confederale Maurizio Landini chiede alla Regione Puglia di ritirare il ricorso.

Parla di strumentalizzazione elettorale anche il presidente di Federacciai Antonio Gozzi che si dice preoccupato perchè il ricorso al Tar da parte della Regione Puglia “rischia di trasformarsi in un disastro. Il ministro Calenda” dice “ha fatto bene a congelare la trattativa in attesa che si chiarisca il quadro”.

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