Presentato l’Atlante dell’Infanzia a rischio “Lettera alla scuola” di Save the Children

Puglia tra le prime 5 regioni per tasso di abbandono scolastico alla secondaria, in Basilicata 1 minore su 5 è in povertà

Attività culturali e ricreative irraggiungibili per 6 bambini su 10. In Italia il 59,9% dei ragazzi tra i 6 e 17 anni non riesce a svolgere in un anno quattro attività culturali tra accesso a internet, lettura, sport, visite a siti archeologici e musei, partecipazione a spettacoli teatrali e concerti.

Lo ricorda l’Atlante dell’Infanzia a rischio “Lettera alla scuola” di Save the Children, pubblicato da Treccani e presentato oggi a Roma.

La povertà culturale si accentua tra i bambini con risorse economiche scarse o insufficienti rispetto a quelli che vivono in famiglie con risorse ottime o adeguate.

L’accesso a internet almeno una volta nel corso dell’anno non è stato possibile per un ragazzo con risorse limitate su tre (34,8%), contro il 25% tra chi è più agiato.

Il 58,1% non ha letto neanche un libro (contro il 48,9%), il 53,5% non ha fatto sport in modo continuativo (34,6%), il 77,9% non ha visitato monumenti e siti archeologici (63,6%), l’82,3% non ha assistito a concerti (73,3%), il 64,6% non ha visitato mostre (48,1%), il 75,6% non è mai andato a teatro (64,1%).

Rispetto alla media nazionale del 59,9%, a livello regionale, è il Trentino – Alto Adige a raggiungere il risultato migliore, con valori tra il 41,8 e 42,8%. Fanalino di coda invece Campania, Calabria e Sicilia, con valori tra 75,5 e 78,2%.

Infanzia a rischio. La situazione in Basilicata: 1 minore su 5 è in povertà

In Basilicata un minorenne su cinque (il 21 per cento) è “in povertà relativa” e “tre bambini su cinque (60 per cento) non hanno svolto in un anno quattro o più attività culturali e educative”. Per quanto riguarda la Lucania, viene innanzitutto evidenziato che “gli anziani arrivano ad essere in media più di 170 ogni 100 bambini, un minore su cinque (21%) è in povertà relativa, il 14 per cento dei ragazzi ha lasciato precocemente la scuola e si va da un minimo di 45 per cento per la provincia di Potenza, ad un massimo del 63 per cento per quella di Matera (media nazionale: 41 per cento), di scuole su base provinciale che lamentano una scarsa dotazione di laboratori”.

6-17enni che non hanno svolto ciascuna attività per condizione economica familiare (%)

Subito dopo, la ricerca spiega che “in Basilicata le scuole secondarie di secondo grado sono colpite da un tasso di abbandono del 3,4 per cento, al di sotto della media nazionale del 4,3 per cento, mentre in quelle di primo grado il tasso scende allo 0,6 per cento, anche questo leggermente più basso di quello nazionale (0,8%)”.

Individuato il dato dei minori in povertà relativa, la ricerca punta l’attenzione sul rapporto con “disuguaglianza sociale e rendimento scolastico”: in Basilicata, “l’incidenza di alunni non ammessi al successivo anno nelle scuole medie va dall’1,8 per cento di Potenza (ben al di sotto della media nazionale di 2,8%) al 2,3 per cento di Matera”.

Anche per le scuole medie superiori i dati “rimangono sempre un po’ sotto la media nazionale”. Quando si passa alle conseguenze della crisi economica, la ricerca spiega che “il tasso di disoccupazione in Basilicata nel 2016 oscillava tra il 13 per cento di Matera e il 14 per cento di Potenza”.

Desta qualche preoccupazione il dato sui cosiddetti “disconnessi culturali”, che in Basilicata è del 60 per cento, di pochissimo superiore alla media nazionale (59,9%). Si tratta di un ragazzo su due tra i sei e i 17 anni che “non arriva a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a internet”.

La ricerca ha definito la scuola “(non) a misura di bambino”: in Italia “quattro scuole su dieci possono fare affidamento su meno di un laboratorio ogni 100 studenti. Rispetto alla media italiana – è scritto nel rapporto – il numero di scuole in tale situazione in Basilicata è molto alto”.

Alla situazione della scuola è collegata la denatalità: “In Basilicata l’indice di vecchiaia è superiore alla media nazionale con un picco a Potenza, dove a 100 bambini corrispondono più di 187 anziani e a Matera dove sono 171”, mentre aumenta il numero dei bambini di origine straniera, “che in Basilicata però rimangono ben al di sotto della media nazionale”.

Fra le proposte di Save The Children, quella riferita alla dispersione scolastica prevede l’iniziativa “Fuoriclasse in Movimento“, per raggiungere “in modo diretto 20 mila minori e coinvolgendo attivamente circa duemila insegnanti e mille genitori anche in Basilicata. L’obiettivo è cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie”.

Infanzia a rischio. La situazione in Puglia: un minore su quattro è in povertà relativa

In Puglia più di un minore su quattro è in povertà relativa (27,8%) e più della metà (67%) non ha svolto in un anno quattro o più attività culturali ed educative. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ottavo Atlante dell’infanzia a rischio, ‘Lettera alla scuola’ di Save the Children.

Un viaggio attraverso l’Italia con gli occhi dei bambini, partendo dalla scuola e dalle sue risposte al rischio di dispersione. La ricerca ha evidenziato come la diseguaglianza sociale condizioni il rendimento scolastico, con oltre 1 quindicenne su 4 bocciato in contesti socio-economici svantaggiati e quasi la metà dei ragazzi in tali condizioni che non raggiunge il livello minimo di competenze in lettura. In Puglia, inoltre, più di 1 ragazzo su 2 tra i 6 e i 17 anni non arriva a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a internet, contro una media nazionale del 59,9%. 

La Puglia, inoltre è fra le prime cinque regioni in Italia per tasso di abbandono nella scuola secondaria. Le scuole secondarie di secondo grado sono colpite, infatti, da un tasso di abbandono del 4,7%, che fa svettare la regione tra le prime cinque in Italia, mentre in quelle di primo grado il tasso scende allo 0,7%. Dai dati diffusi emerge che il 17% dei ragazzi ha lasciato precocemente la scuola e si va da un minimo di un 25% a un massimo del 50% di scuole su base provinciale che lamentano una scarsa dotazione di laboratori. Per quanto riguarda le scuole superiori, le province pugliesi si allineano alla media nazionale anche se i dati mostrano delle differenze tra licei, istituti tecnici o professionali. Proprio in questi ultimi, le percentuali provinciali sono quasi tutte superiori alla media nazionale.

Con l’obiettivo di cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie, l’organizzazione ha lanciato il progetto “Fuoriclasse in Movimento“, rete nazionale di 150 scuole che in Puglia ha già coinvolto 1500 studenti, 130 docenti e 90 genitori.

 

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