Unioncamere. Salto in avanti di Start Up nel digitale: una su tre “under 35”, cresce il Sud

Cresce la voglia di operare nel digitale tra le imprese italiane che a fine settembre hanno superato quota 122 mila unità; 3.000 aziende in più, con una crescita nel corso dell’anno del 2,4%, quasi quattro volte più della media ferma a +0,6%.

Sono i dati presentati oggi in occasione dell’assemblea di Unioncamere a Siracusa, focalizzati sui ‘settori bit’, dal commercio on line, agli internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web. 

Il 12,5% delle digital companies sono guidate da giovani con meno di 35 anni ma, se si guarda alle aperture di nuove attività dall’inizio dell’anno, delle 6.330 iscrizioni rilevate tra gennaio e settembre, la percentuale sfiora il 35%.

Sono imprese che, secondo i dati Unioncamere, viaggiano ad un passo più spedito delle altre, creano più occupazione e ricchezza ma sono ancora poche, sfiorando per ora solo il 2,3% dell’universo italiano.

“Abbiamo un numero di imprese digitali ancora esiguo” ha commentato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello “le aziende ci dicono di avere un grande bisogno di digitalizzazione; per questo occorre innalzare le loro competenze, un fronte che vede fortemente impegnate le Camere di Commercio”.

Delle oltre 122mila digital companies, una su cinque (28.650) è in Lombardia, seguita da Lazio con il 13,5% del totale e Campania con l’8,6%.

E’ però guardando alle nuove aperture che emerge l’interesse dei giovani del Sud, visto che il 50% sono in Calabria, il 46,7% in Basilicata, il 44,4% in Campania, il 42,3% in Puglia e il 40,6% in Sicilia.

Sul fronte degli addetti, le regioni a più elevato ‘vantaggio occupazionale’ sono la Valle d’Aosta, dove la media degli addetti per impresa digitale è di 10,5 contro 4,2, il Trentino -Alto Adige (8 contro 5,4) e il Piemonte (6,9 contro 4,5). Guardando infine alle performance economiche, i bilanci delle società di capitale del comparto certificano la marcia in più del settore web con un valore della produzione cresciuto del 9,2% rispetto all’anno precedente, contro una media degli altri settori del 3,3% tra 2016 e 2015.

Meno brillante ma significativo il gap a favore del digitale in termini di valore aggiunto: tra il 2016 e il 2015 le imprese dei ‘bit’ hanno registrato una crescita dell’8,6% contro una media del 6%, ‘bissando’ il risultato del biennio precedente (7,7% contro 5,8%).

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