Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza “Don Uva”, termina il commissariamento

Con l’immissione in possesso di Universo Salute nella gestione aziendale della strutture ospedaliere di Bisceglie, Foggia e Potenza si celebra anche il traguardo della gestione commissariale della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza “Don Uva” ed il compimento del Programma dell’Amministrazione Straordinaria autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, scongiurando, quindi, il fallimento.

1381 giorni difficili, rimarca il Commissario Straordinario, Bartolomeo Cozzoli, seminati da scelte ardue ed importanti. Si è trattato di un’operazione assai complessa e senza precedenti nei territori di Puglia e Basilicata e c’è da augurarsi, aggiunge Cozzoli, che non ve ne siano altre. 642 milioni di Euro di debiti accumulati, a fronte di 82 milioni di fatturato annuo; 23 milioni di Euro di risultato operativo negativo; 0 Euro di versamenti di imposte e contributi, per effetto di una legge che ha consentito per più di un decennio di sospendere i versamenti a qualsiasi titolo dovuti; 5 mesi di ritardi nei pagamenti, 500 dipendenti in mobilità, 1 richiesta di fallimento, 19 udienze di verifica dello stato passivo, 2745 creditori insinuati allo stato passivo; costituzione di parte civile nel processo per bancarotta. La procedura commissariale vanta e difende il fatto di essere riuscita nel “miracolo”: 0 licenziamenti, fatti salvi quelli effettuati per motivi legati ai maltrattamenti dei pazienti;1.500 posti di lavoro diretti salvati; 25.000 pazienti assistiti, oltre 2.300.000 giornate di assistenza prestate; 10 punti percentuali di incremento nei tassi di occupazione dei posti letto; 0 mesi di ritardo nei pagamenti; 21 milioni di euro di miglioramento del risultato operativo; più di 40 contratti d’appalto rinegoziati e più di 10 risolti; riduzione della durata di importanti contratti d’appalto; oltre 15 milioni di crediti incagliati, sin’ora recuperati; 20 milioni di disponibilità di cassa accumulati; 42 milioni di euro di versamenti di imposte e contributi. La Casa Divina Provvidenza, istituzione avviata da Don Uva nel 1922 con spirito caritatevole, è dunque salva.

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