Basilicata: crolla il gettito delle Royalties petrolifere

E’ andata peggio di ogni nera previsione. Le royalties versate alla Basilicata dalle compagnie petrolifere nel 2017 continuano a scendere rispetto agli anni passati, sul 2016 crollano di oltre il 56%. L’inchiesta e conseguente stop di cinque mesi delle attività di Eni in Val d’Agri e i forti ribassi del prezzo del greggio sono alla base di questo vero e proprio tracollo. L’anno scorso (2016) le compagnie petrolifere hanno versato 87.563.462,96 di euro mentre quest’anno (2017) 35.440.956,48.

Gettito Royalties Petrolio Basilicata

I dati, sono pubblici sul sito del MISE e fotografano un andamento al ribasso costante, non solo per le minori estrazioni in Italia, ma anche per le difficoltà a portare avanti gli investimenti. I territori manifestano infatti un sempre crescente scetticismo sulle ricadute in termini di sicurezza, ambientale e sanitaria.

Effetti negativi sono evidenti nelle aliquote oltre che nei mancati introiti su tassazione, Pil e occupazione.

Ai Comuni italiani interessati dalle estrazioni (Viggiano, Calvello, Marsico Nuovo, Grumento Nova, Marsicovetere e Montemurro) sono stati versati 8 milioni di euro mentre nel 2016 di milioni ne avevano ricevuti 15.

Si riducono così anche i Fondi a disposizione per sviluppo economico e social card a disposizione delle regioni estrattive, 22 milioni a fronte dei quasi 47 dello scorso anno e l’aliquota ambiente e sicurezza da 21 a 7 milioni di euro.

Negli ultimi 10 anni, i numeri ci dicono che il gettito più alto si è registrato nel 2013. Ai “tempi d’oro” infatti la Regione Basilicata incassava ben 168.974.961,60 di euro. Di fronte a queste cifre i poco più di 35 di quest’anno (35.440.956,48) sembrano spiccioli.

Eppure, anticipa Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia al ‘il Sole 24 Ore’ in edicola oggi “nel 2018 si può ipotizzare una ripresa verso i 150 milioni, sempre che vada a pieno regime la produzione in Basilicata”.

Minor gettito significa per l’ente regionale anche difficoltà per investimenti, per la copertura della spesa corrente, e quindi per gestire l’attività ordinaria di enti e istituzioni alle prese con evidenti difficoltà nel chiudere i bilanci.

Marcello Pittella, presidente della Regione, anche in seguito allo stop delle attività in Val d’Agri chiede al Ministero, “un tavolo nazionale, per avere una sorta di riconoscimento economico per le royalty perdute nella fase di sospensione. Una sorta di ‘risarcimento’ per il mancato introito alla Regione”, in seguito anche allo stop di 90 giorni al Centro Olio imposto da aprile a luglio di quest’anno dalla Basilicata all’Eni per la perdita di greggio da un serbatoio di stoccaggio.

Tabarelli però prevede nel 2018, un ritorno a normalità della produzione e ipotizza royalty alla Basilicata per 80 milioni di euro cui si andrebbero ad aggiungere quelle derivanti dal secondo giacimento lucano (Tempa Rossa della Total): “con l’avvio della produzione l’incremento sarà di altri 60 milioni di euro all’anno, ipotizzando un raggiungimento veloce dell’obiettivo di 50 mila barili al giorno”.

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