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FCA Melfi. Fiom: puntare su ibrido e aprire un tavolo nazionale

Fca “ha avuto buoni risultati economici” che non sono però “ritornati ai lavoratori del gruppo” e in particolare “a quelli dello stabilimento di Melfi (Potenza), che doveva essere la struttura ‘dei record’ ma dove molti spot su futuro e occupazione sono rimasti tali”: per questo motivo, secondo la Fiom-Cgil, è necessario “un tavolo nazionale sugli sviluppi occupazionali, sulle ipotesi di cessione a gruppi stranieri, e su un nuovo modello in Basilicata”, puntando “prima di tutto su ibrido ed elettrico”.

Lo hanno detto il responsabile nazionale della Fiom per il settore Fca, Michele De Palma, e il segretario lucano della Fiom, Roberto D’Andrea, stamani a Potenza, a margine della riunione della Rsa di Melfi.

In Basilicata i nuovi modelli prodotti, ovvero la 500x e la Renegade, “hanno prodotto buoni risultati, ma ora il mercato si sta saturando” e la Punto, “dopo anni di produzione, ora resta un modello ‘a fine corsa’”: per questo motivo “bisogna puntare – hanno aggiunto D’Andrea e De Palma – su nuovi mercati, ovvero quelli dell’ibrido e dell’elettrico” evitando che questi motori “prodotti in Italia, siano poi assemblati all’estero”. Questo dovrà essere uno dei punti del tavolo nazionale “che riteniamo ormai necessario, perché anche le istituzioni devono fare la loro parte per permettere un mercato dell’elettrico in Italia”, hanno aggiunto i due sindacalisti, ma bisogna anche “affrontare le ipotesi di ingresso di nuovi gruppi in Fca, come quello cinese, sempre smentito dall’azienda, ma nulla ci è stato comunicato in proposito: siamo contrari a ipotesi ‘spezzatino’ della proprietà, perché vanno a incidere sull’occupazione e sul valore degli stabilimenti”. C’è infine la questione legata alla cassa integrazione, in vigore a Melfi “fino al 2 ottobre, ma ci sono voci di un proseguimento, nonostante la ricaduta sugli operai di un carico maggiore di lavoro: hanno abolito la pausa di dieci minuti, che ha inciso sulla qualità – hanno concluso – ma hanno intensificato il lavoro stesso e introdotto la cassa integrazione sui 20 turni, anche se a settembre in realtà sono stati 12 i turni effettivamente lavorati”.

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