Il Presidente della Repubblica a Matera: la cultura è promotrice di sviluppo

Matera. Un lungo e caloroso applauso ha accolto a Matera il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’auditorium “Gervasio” per l’inaugurazione della prima cattedra in Italia “Jacques Maritain” promossa dall’Università degli Studi della Basilicata e dall’Istituto internazionale che porta il nome del filosofo francese.

“Non solo l’Europa è debitrice dell’opera di Maritain – ha detto il Presidente Mattarella.” Il Mediterraneo da luogo di scambi cultura e commercio, di esperienze e di costumi, in questo periodo” è diventato “un luogo di sofferenze, di traffici disumani, spesso di morte”, mentre “la comunanza di paesaggi e culture del Mediterraneo costituiscono l’humus, la base per i diritti umani, per la pace e per il dialogo”.   Occorre far prevalere e riaffermare in pieno il carattere di legame e di civiltà come il Mediterraneo è stato prevalentemente nei secoli”.

“Sono sempre lieto di tornare in Basilicata –  ha detto ancora il Capo dello Stato . Dopo l’incontro importante di stamane, nel pomeriggio visiterò il Centro di Geodesia Spaziale ; due tra le opportunità per i giovani per guardare con ottimismo al futuro. Matera è unica, fusione tra città e natura diventata da capitale del mondo contadino a capitale europea della cultura”.

“Matera è un esempio per il Mezzogiorno, ma l’isolamento ferroviario e viario resta un limite” ha ricordato il sindaco Raffaello de Ruggieri aggiungendo che “cio’ che serve a Matera e a tutto il mezzogiorno è il lavoro. Siamo stanchi” ha aggiunto de Ruggieri “di contare il numero di giovani che abbandonano il territorio. Ma il lavoro non si inventa. Nel 2019 potremo garantire qualità urbana e culturale, ma dobbiamo allungare le filiere produttive” perchè “Il turismo” da solo “non basta”.

“Possiamo per una volta partire da Matera e dal mezzogiorno?” ha chiesto a Mattarella il primo cittadino “Matera è città simbolo di  un meridionalismo vincente”. E anche alla luce della visita pomeridiana al centro di Geodesia Spaziale di Matera da parte del capo di Stato ha aggiunto che Matera “oltre alla cultura, dovrà produrre scienza.
Stiamo lavorando per trasformare i vicinati contadini in vicinati digitali”.

Per capitalizzare questo ruolo di centro per l’innovazione tecnologica, il sindaco de Ruggieri ha anche parlato del rafforzamento della scuoa del restauro, dell’attivazione della Zona Economica Speciale necessaria per ospitare imprese High Tech, riattualizzado al pensiero di Maritain la vicenda olivettiana. 

“Signore Presidente” ha concluso il primo cittadino “diventi amico civile di questa città perchè possa attuarsi questo disegno rivoluzionario”.

“La Basilicata è regione del sud” ha detto invece il presidente della Regione, Marcello Pittella salutando Mattarella “territorio cerniera tra le altre regioni, che guarda al Mediterraneo con responsabile attenzione, considerandolo bacino di opportunità e non solo luogo di crisi o argomento sovente strumentale di divisione politica”.

Il governatore lucano ha aggiunto che la Basilicata “guarda all’Europa come patria comune, preoccupata dalla sua evidente crisi identitaria e valoriale, dimentica del ruolo insostituibile nel percorso di costruzione di pace e di sviluppo nel tempo dell’inconciliabile paradosso tra globale e rigurgiti nazionalistici. Il nostro” ha proseguito Pittella “è un popolo determinato che vuole lasciarsi alle spalle la palude dei pavidi e che ha l’ambizione di far diventare questa terra laboratorio di un pensiero utile a una società cosmopolita”.

Concludendo il suo intervento Pittella ha invitato il presidente Mattarella “a ritornare il Basilicata il prossimo anno per ricordare la figura di Emilio Colombo”, che nel 1950, da giovane sottosegretario all’agricoltura, accompagnò Alcide De Gasperi in una visita a Matera. “In quel tempo” ha evidenziato Pittella “Matera fu considerata vergogna nazionale, sono passati settant’anni e oggi Matera è orgoglio del Paese”.

 

E’ poi intervenuta la Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole che ha sottolineato nel corso del suo intervento la necessità di “modificare il costo standard” altrimenti “molti Atenei italiani rischiano il default”.

Anche i giovani Atenei, come quello lucano, ha aggiunto la Sole “svolgono un ruolo necessario nel dare al nostro Paese una moderna e rinnovata infrastruttura della conoscenza, della formazione, della ricerca e dell’innovazione”, ma oggi “la nostra università paga gli effetti di una politica verso il sistema universitario, messa in atto già da diversi anni, che lo ha diviso, lo ha messo in competizione, distribuendo il sostegno statale in modo non equo, creando disparità artificiose”.

Secondo la Rettrice è quindi “necessario modificare le regole del costo standard, o intervenire in modo mirato per salvare il nostro e altri atenei che ormai rischiano il default”: dal 2009, infatti, “i tagli” ha proseguito Sole “sono stati applicati in modo trasversale; in tempi recenti, l’adozione di un costo standard, dichiarato incostituzionale, ha portato il nostro Ateneo a una perdita di risorse continua, e a una situazione non più sostenibile, nonostante il positivo, e a questo punto vitale, supporto regionale. I piccoli Atenei hanno un costo, rapportato agli studenti regolari, analogo a quello dei grandi e medi Atenei, pur essendo spesso anche più efficienti. Ma il calcolo del costo standard è effettuato sul numero in assoluto degli studenti e su parametri che portano le Università presenti in territori fragili economicamente, a basso indice demografico e deboli dal punto di vista infrastrutturale e dei trasporti, a soffrire terribilmente”. 

La Rettrice dell’Unibas ha ricordato che, grazie “alla sensibilità della Ministra dell’Istruzione e del Ministro per il Mezzogiorno” dal 2018 saranno previsti “parametri legati alla ‘territorialità’ e alla dimensione dell’Ateneo”, ma “è necessario modificare le regole del costo standard” per evitare il rischio di “default”, in quanto gli Atenei del Sud, secondo la Rettrice, sono “resilienti”, e lo è in particolare quello della Basilicata, “in grado di dare, progettare, misurarsi e proporsi come motore di sviluppo con le proprie competenze, con la qualità della formazione che eroga, della propria ricerca e dell’innovazione che è capace di innescare”.

Sulle attività formative, invece, l’Università della Basilicata “ha investito su Matera con l’ambizione di divenire una sede di discussione internazionale, una porta privilegiata dal e verso il Mediterraneo”, con la prossima apertura di un Campus, “una delle infrastrutture protagoniste del Dossier di Matera 2019 e luogo di eccellenza del progetto”.

L’Ateneo lucano “ha già avviato, da tempo, attività sull’Inter-culturalità, sul dialogo interreligioso e sull’integrazione sociale, sia a livello internazionale, che territoriale”, ha proseguito la Rettrice, ricordando per l’Unibas le attività della Cattedra “Jean Monnet” – sui temi di una maggiore integrazione europea – e della cattedra Unesco, sui “Paesaggi culturali del Mediterraneo e comunità di saperi”, colloquiando con 13 istituzioni e partner internazionali, che si svilupperà su vari temi, quali le “Identità culturali e le narrazioni dei valori del paesaggio, la cooperazione e le reti per la sua gestione sostenibile, condivisa e partecipata, il dialogo di pace tra le comunità”.

“E infine, oggi, il progetto della Cattedra Jacques Maritain che ci apprestiamo a inaugurare: la cattedra” ha concluso la Rettrice “nasce da un percorso condiviso tra il dipartimento di Scienze Umane del nostro Ateneo e l’Istituto Internazionale ‘Jacques Maritain’, che oramai da alcuni anni portano avanti un percorso comune, costruito sull’esigenza di mettere a ‘sistema’ le energie e le competenze scientifiche delle due istituzioni attraverso l’organizzazione di numerose attività in ambito nazionale e internazionale. Oggi la collaborazione trova un momento essenziale nel progetto di costituzione della ‘Cattedra Maritain’ dedicata al dialogo interculturale, alla pace e ai diritti umani nei paesi mediterranei. Sono diversi i motivi che si potrebbero richiamare per dare ragione dell’iniziativa. Innanzitutto, rivolgersi al Mediterraneo significa, per il nostro Ateneo e per la Basilicata, ribadire l’importanza di un’intima vocazione di apertura, solidarietà e interesse verso un’area geografica cruciale per la politica e l’economia. La cattedra Maritain, con le sue attività intende sviluppare, studiare e approfondire questi essenziali temi, contribuendo così alla diffusione di una cultura di pace e di dialogo. Per questa missione di così alto valore, l’Università della Basilicata la accoglie e la sostiene così convintamente”.

Il Capo dello Stato, conclusa la cerimonia, ha visitato gli ipogei di piazza Vittorio Veneto, accolto dal calore e dall’affetto del popolo materano. Nel primo pomeriggio, come anticipato, visiterà  il centro di geodesia spaziale.

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