Dati Istat sulla povertà, i commenti e le riflessioni: minori sempre più a rischio

Dopo i numeri i commenti. Il giorno dopo la diffusione dei nuovi dati sulla povertà in Italia, rilevati dall’Istituto di Statistica Nazionale, si apre la riflessione ma anche molte polemiche: associazioni di consumatori e per i diritti dei minori osservano che i bambini in povertà sono 1 su 8 e che i poveri sono quasi raddoppiati dall’inizio della crisi: erano 2.427.000 nel 2007 mentre oggi si è passati a 4 milioni e 742mila.

Di fatto chi si trova in condizione di povertà non beneficia ancora della lieve ripresa economica che pure attraversa il paese. “Sono numeri enormi, la politica si muova”, ha detto anche Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.

Ancora più chiaro è nella lettura dei dati il responsabile del Forum delle Associazioni Familiari “È inutile chiedersi perché in Italia nascono sempre meno bambini: fare un figlio significa diventare poveri”.

In Basilicata tra le poche voci che oggi commentano i dati c’è quella del presidente delle Acli di Potenza, Emanuele Abbruzzese “I dati dell’Istat trovano pieno riscontro nella realtà che ogni giorno incontriamo nei nostri uffici: è urgente un intervento complessivo di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà che continuano a soffrire la crisi. E’ necessario anche intervenire sullo scivolamento verso la povertà di quei nuclei che fino a qualche anno fa rappresentavano il ceto medio: l’impoverimento va frenato subito”.

E Michele Napoli del gruppo consiliare di Forza Italia alla Regione sottolinea la drammaticità del dato lucano, dove il 21,2 per cento delle famiglie è in condizioni di povertà. Dati, secondo Napoli “particolarmente preoccupanti perché certificano una incidenza della povertà relativa maggiore di ben 11 punti percentuali rispetto alla media italiana, nonostante le ingenti risorse destinate alla Basilicata dalla politica di coesione di matrice europea attraverso i Fondi Strutturali europei 2007-2013”.

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