Cessione Ilva, nuovo tavolo al Mise il 1 giugno. Sindacati: “Esuberi inaccettabili”

Seimila esuberi: e’ inaccettabile. Scontento dei metalmeccanici dopo l’incontro sulla cessione dell’Ilva, al Mise, col ministro Calenda, il viceministro Bellanova e i commissari straordinari Gnudi, Carrubba e Laghi. Il tavolo e’ iniziato con un chiarimento di Calenda: non c’è ancora alcuna aggiudicazione, ma è giunta a completamento la fase di analisi delle due offerte, con il parere dei commissari in favore della Am Investco Italy. Ai sindacati interessa il dettaglio sui piani industriali, ambientali e occupazionali. Gli esuberi, a partire dal 2018 sarebbero 4800 per ArcelorMittal e 6400 per Jindal, su 14.200 dipendenti attuali, anche se la Investco sarebbe disposta a rivedere il piano occupazione. Il ministro rassicura che il confronto coi sindadacti diventerà vincolante. Serve dunque un altro incontro: il primo giugno alle 10:00.

Laghi ha riepilogato il piano Arcelor Mittal: l’obiettivo è riportare la produzione, entro il 2024, a 8 milioni di tonnellate annue a Taranto, più 2 di semilavorati tra Genova e Taranto. Una ripresa produttiva sostenuta ripristinando l’area a caldo, riattivando l’Afo5, ma usando anche nuove tecnologie, estendendo il portafoglio di prodotti nei settori automobili, costruzioni, mezzi pesanti e packaging. L’Arcelor Mittal infine prevede l’apertura di un Centro di ricerca e sviluppo.

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