Istat, Rapporto 2017. Aumentano disagio e disuguaglianze, Italia Paese di pensionati ed impiegati

Il 68% dei giovani vive in famiglia

Bastano queste poche parole del presidente ISTAT Giorgio Alleva per restituire il quadro di un paese sempre più vecchio, le cui ricadute sono destinate a riverbersarsi negli anni a venire.

Si è svolto oggi a Roma il tradizionale appuntamento con la presentazione del Rapporto Annuale Istat sulla situazione del Paese.

Giunto alla sua venticinquesima edizione, sviluppa una riflessione documentata sul presente e al tempo stesso cerca di individuare le prospettive per il futuro dell’Italia. L’edizione di quest’anno affronta in modo non convenzionale il tema della struttura socioeconomica, letta attraverso le caratteristiche dei gruppi sociali: i fenomeni vengono descritti e interpretati da una pluralità di punti di vista, prospettando diverse e originali chiavi di lettura.

L’Italia è sempre più vecchia e con diseguaglianze sociali che esplodono, ormai diventata un Paese di impiegati e pensionati.

E’ la nuova mappa socio-economica tracciata dall’Istat, che vede nella Penisola aumentare la quota di over-65 (il 22%, la più alta nell’Ue) a fronte di un nuovo minimo delle nascite (474mila) ed un esplodere delle diseguaglianze non solo fra le classi sociali ma anche al loro interno.

Secondo l’Istituto di Statistica nazionale, sono ancora quasi 7 su 10 i giovani under-35 che vivono a casa dei genitori, ma al contempo sono 3,6 milioni le famiglie senza redditi da lavoro. Risale così l’indice di disagio economico e per effetto della crisi sono sempre di più le famiglie che rinunciano a qualcosa, anche alle visite mediche specialistiche.

Con le mappe è possibile semplificare la distribuzione geografica di questi “gruppi”. Al nord (con l’eccezione della Basilicata) si concentra circa il 50% delle famiglie a medio reddito, quelle cui appartengono i giovani “blue collar” (colletti blu), cioè gli operai e le famiglie degli operai in pensione.

L’altra quota di famiglie, quelle a basso reddito, si concentra nel Mezzogiorno e comprende i gruppi delle anziane sole e i giovani disoccupati, delle famiglie tradizionali della provincia e delle famiglie a basso reddito di soli italiani: rispettivamente sono il 44,5 per cento, il 45,8 e il 51,4 per cento.

Le famiglie di impiegati e quelle delle pensioni d’argento, cosidette benestanti sono in maggioranza tutte lì dove le vedete (34,9 per cento nel Nord-ovest e 21,2 nel Nord-est) mentre al sud rappresentano il 16,9 per cento della popolazione).

In un’altra mappa invece c’è invece il dettaglio della aree Urbanizzate. Diviso in tre diversi gradi: alta (città ed aree densamente popolate), media (paesi a media densità) e bassa urbanizzazione (aree rurali e scarsamente popolate).

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