Scuola: Pino Turi (Uil), preoccupati da involuzioni politica

“Assistiamo con preoccupazione ad alcune involuzioni della politica che, invece di evolversi verso il meglio e guardare alle persone, sta facendo una operazione di restaurazione rispetto al vecchio: dobbiamo mettere un argine a questo fenomeno”. Lo ha sottolineato il segretario generale Uil Scuola, Pino Turi, parlando con i giornalisti, a Bari, a margine di un incontro con il sindaco del capoluogo pugliese e presidente Anci, Antonio Decaro, in occasione della prima giornata della Conferenza di organizzazione di Uil Scuola, ‘Nelle scuole tra la gente’, in corso a Castellaneta Marina (Taranto). “La cosiddetta Buona scuola – ha rilevato Turi – non è vero che sia una Buona scuola. Anzi, ritorna un passato da dimenticare. E in questi due giorni lavoreremo con i nostri delegati, circa 700, per realizzare la nostra ‘vision’ di scuola, che è quella della Costituzione italiana”. “Oggi – ha proseguito – c’è un braccio di ferro con il Mef per autorizzare 25mila posti che potrebbero dare le potenzialità per far tornare la maggior parte di tutti quelli che dal Sud sono andati al Nord”. “È difficile – ha sottolineato – fare comprendere la differenza tra organico di fatto e organico di diritto. Ma significa solo una cosa: che io mando a Milano una persona che potrebbe lavorare sotto casa in una classe in cui poi viene nominato un supplente”. “C’è qualcosa che non funziona – ha concluso Turi – questo è un meccanismo che va interrotto. La 107 voleva interromperlo ma in realtà lo sta perpetuando”. Per Turi, “c’è un pericolo strisciante, in una volontà di privatizzazione, che sarebbe un rischio per il Paese”. “La Uil scuola – ha concluso – è molto attenta al rischio di una privatizzazione di un settore che non è un semplice servizio ma una funzione fondamentale dello Stato”. “Quello con il presidente dell’Anci – ha proseguito – è stato un incontro importante perché la scuola bisogna ricordarsi che è una comunità, e come tale ha un elemento legato al territorio”. “E il presidente dell’Anci, che rappresenta i territori d’Italia – ha concluso – è importante per dare alle scuole quella agibilità strutturale che ancora non hanno”.

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