Spesa fondi europei, Puglia ultima tra le Regioni italiane. E la Lucania non va molto meglio

Quota zero per Bari, la Basilicata ha impiegato solo mezzo milione di euro. E in sei paesi fanno peggio dell’Italia

A volte essere parsimoniosi non serve. Soprattutto se hai più di 42 miliardi di euro messi a disposizione dall’Europa che uniti a quelli del cofinanziamento nazionale portano il totale a 73,6. Manna dal cielo per un paese come l’Italia che ha bisogno come il pane di questi soldi, in pratica quelli del Programma europeo dei Fondi di sviluppo regionale 2014-2020. Eppure a gennaio 2017 il nostro paese era 22esimo su 28 nella classifica di chi, al quarto anno della programmazione, ha speso di più dei fondi a disposizione. L’Italia risulta aver impiegato l’1,2% delle risorse disponibili, pari a circa 880 milioni, ma è il dato regionale a preoccupare. Nella graduatoria delle 21 tra Regioni e province autonome italiane la prima realtà del Sud è il Molise, decimo con lo 0,6% dei fondi utilizzati. Subito dopo la Basilicata con lo 0,5%. Dalla quindicesima posizione in giù anche Campania, Sicilia e soprattutto Puglia con uno zero tondo in tabellone. Va detto che il problema è legato innanzitutto al ritardo dovuto alle modifiche che le nostre autorità regionali e nazionali hanno dovuto apportare ai piani progettuali perché venissero approvati da Bruxelles, ma chiaramente questo si ripercuoterà, come già accaduto nella scorsa programmazione, sulla fretta con cui si dovranno preparare e rendicontare i progetti nei prossimi tre anni e mezzo. Fa riflettere soprattutto la parte relativa all’agricoltura: a metà del programma 2014-2020 il Piemonte ha speso 124 milioni, la Lombardia 102 e la Toscana 51,8. Via via tutte le altre, fino a incontrare la prima meridionale, la Sardegna, con 22 milioni. E poi la Calabria, 9 milioni. La Campania si ferma a 783 mila euro: un centotrentesimo della Lombardia. E la Puglia ovviamente ancora a zero.

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