Investimenti alternativi al petrolio di ENI in Basilicata. Fiom CGIL: importante segnale di svolta

Le dichiarazioni dell’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, “su possibili nuovi investimenti in Basilicata esterni alle estrazioni petrolifere” (in particolare per un progetto per la biopetrolchimica) possono “rappresentare un importante segnale di svolta nelle relazioni tra Eni, sindacati, comunità locali e lavoratori”.

Lo sostiene, in una nota, Emanuele De Nicola della Fiom-Cgil lucana. “Dopo le polemiche degli ultimi giorni sul rapporto tra benefici e svantaggi delle estrazioni rispetto ai temi della sicurezza ambientale, dell’occupazione, dello sviluppo della Val d’Agri e dello stesso bilancio economico regionale – ha evidenziato il rappresentante sindacale – questa disponibilità di Eni in investimenti ‘alternativi’ può innescare una nuova fase economica di sviluppo per il territorio, che inizia a raccogliere le nostre richieste su investimenti aggiuntivi e alternativi al petrolio ‘senza ricatti’ e che può traguardare alle energie alternative e meno inquinanti come strumento per uno sviluppo ecosostenibile”. “Senza abbassare la guardia sugli accertamenti e le verifiche ambientali degli ultimi mesi”, la Fiom Basilicata “auspica che si apra subito un confronto per conoscere i dettagli di questi investimenti, ribadendo che solo attraverso l’autorevolezza e l’autonomia delle Istituzioni, la trasparenza delle scelte e delle informazioni di Eni, si può invertire il clima di sfiducia e preoccupazione che giustamente – ha concluso De Nicola – sta interessando i cittadini e i lavoratori”.

Share Button