Ilva, ArcelorMittal: “Trasformare in bioetanolo i gas di scarico”

“Steel is not still”: l’acciaio cambia sempre. È il motto dell’ArcelorMittal, a Taranto per presentare il Piano industriale e ambientale per l’Ilva. In corso di studio la nuova tecnologia che punta alla riduzione delle emissioni di co2. Come? Creando “bioetanolo dai gas di scarico della produzione dell’acciaio usando microbatteri”. Il nuovo impianto è in via di sperimentazione a Gent, in Belgio, dove insiste un siderurgico simile a quello di Taranto, anche per gli impianti datati agli anni ’60.

Per ArcelorMittal, inoltre, il preridotto non è vantaggioso per Ilva: “Il percorso preridotto sarebbe conveniente se, e solo se, si potesse avere accesso a minerale di ferro o a gas naturale a basso costo”, ma “In Italia e in Europa questa situazione non si verifica. Il dri, dunque, non è ad oggi economicamente concorrenziale”.

Saranno investiti 1,2 milioni di euro per altiforni e acciaierie, più 1,1 per l’ambiente, con la volontà di arrivare a produrre 9 milioni e mezzo di tonnellate di acciaio finite. Sara’ ampliato il portafoglio di prodotti per rilanciare Ilva sui mercati, tra cui quello dell’industria automobilistica. Il Piano della cordata prevede l’apertura a Taranto di un Centro di ricerca e sviluppo.

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