Voucher addio (dal 2018). Gentiloni: no a un altro referendum, Camusso: grande risultato ma andiamo avanti

Voucher verso l’abrogazione dal 2018. Arriva il via libera infatti dal consiglio dei ministri al decreto legge che li abolirà. Fino al 31 dicembre potranno essere usati quelli già acquistati.

Il premier Gentiloni: “abrogato le norme su voucher e appalti” perchè “l’Italia non aveva bisogno” di “una campagna elettorale su temi come questi’ comunque in linea con le “scelte del Parlamento”‘. E annuncia: “useremo le prossime settimane per rispondere ad una esigenza che certamente l’eliminazione dei voucher non risolve, per una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale”.

La scelta però non piace alle imprese che si dicono deluse. “Se proprio si deve fare, si faccia il referendum” commenta il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia “Smontare una cosa senza dibattito non ci sembra la strada giusta”, ha aggiunto a margine di un convegno alla Luiss.

Susanna Camusso segretario CGIL da Brindisi parla di “un grande risultato ma “la campagna referendaria, continua fino a quando quello che è il decreto varato oggi dal Consiglio dei ministri, di cui controlleremo e guarderemo il testo, non si trasforma in una legge effettiva. Non bastano gli annunci e non basta un progetto provvisorio come un decreto legge a fermare quello che è un referendum sottoscritto dai cittadini”.

Contro l’eliminazione dei voucher si schiera l’ex premier Prodi: “abolirli completamente non mi sembra saggio: basta farli tornare al loro percorso originario”. Poletti: non ci sarà “un cambio di passo nelle politiche del governo sul
lavoro”. Protesta la Cisl, “abolizione incomprensibile”.

Di taglio più politico i commenti di due esponenti “locali”. Il pugliese Emiliano (impegnato nella campagna congressuale del PD) e del deputato lucano di MDP, da poco fuoriuscito dallo stesso partito, Roberto Speranza.

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