Ilva, Confindustria su offerte: “Siamo contenti. Ora far presto e ripartire”

“Vinca il migliore: in entrambe le cordate ci sono imprese italiane”. E, sui piani: “Ci sono tutte le premesse per far bene. Ora bisogna però fare presto. La fabbrica ha bisogno di cash, di essere restituita al mercato e di non essere come un cerino che lentamente sta morendo”. È il commento del presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo, all’indomani dell’apertura delle buste contenenti le offerte vincolanti avanzate dalle cordate in gara per acquisire gli asset dell’Ilva di Taranto. Da una parte, l’Am Investco Italy (Arcelor Mittal, Marcegaglia e ora anche Intesa San Paolo) e dall’altra Acciaitalia (Jindal south west, Arvedi, Cdp e Delfin).

“Siamo contenti che siano arrivate le due offerte vincolanti, cosa che testimonia che lo stabilimento non è poi così obsoleto, ma interessa due colossi della siderurgia. Siamo felici che Mittal abbia inserito nel piano il rifacimento dell’Altoforno 5 , e che ora vi sia anche Banca Intesa a sostenere il gruppo. Siamo felici di vedere che ci sia la volontà di mettere in sicurezza la fabbrica. Altrettanto interessante ci sembra il Piano di Jindal”.

Infine, sulla decarbonizzazione: “Anche noi siamo abbastanza convinti che prima che arrivi Tap in Puglia non si possa pensare alla decarbonizzazione, ma esistono altre tecnologie e siamo convinti che laddove i prezzi del gas saranno competivi, entrambe le cordate non avranno esitazioni a provvedere”.

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