Regione Basilicata. Approvato Piano triennale Arpab

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato il Piano triennale e dato il via libera all’assestamento al bilancio di previsione 2016/2018 dell’Arpab.

Il primo provvedimento, passato a maggioranza con i voti contrari di Movimento 5 Stelle, Romaniello del Gruppo Misto e le due astensioni di Forza Italia, contiene le valutazioni di contesto, normative e finanziarie per la definizione degli standard operativi ed i programmi di formazione dei dipendenti. Sviluppato sulla base del bilancio pluriennale di previsione e del Masterplan per una cifra di 35 mln di euro, il piano indirizzerà la riorganizzazione e riqualificazione delle strutture e del personale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, avviata in collaborazione con Assoarpa ed Ispra. Tra le attività previste: il piano di monitoraggio delle acque, supporto al piano regionale di ispezioni Aia e di ispezione di aziende a rischio di incidente rilevante, caratterizzazioni idrogeologiche, monitoraggio degli ecosistemi della Val d’Agri, pianificazione della qualità dell’aria e Centro di monitoraggio ambientale. L’Assemblea ha approvato due emendamenti con i quali si prevede che il presidio Arpab in zona estenda i controlli e il monitoraggio su un’area più ampia rispetto al Cova di Viggiano in vista dell’avvio delle attività estrattive di Tempa Rossa, nella vicina Valle del Sauro. Inoltre, approvati due ordini del giorno sulla bonifica dei siti Sin di Tito e Valbasento e sulle procedure per il reclutamento del personale dell’Agenzia con assunzioni per obiettivi specifici come previsto dalla Legge Madia. A seguire, approvato a maggioranza anche l’assestamento del bilancio di previsione dell’Arpab che prevede una integrazione di fondi regionali di circa 875 mila euro per il Piano di tutela delle acque.

Nel corso dei lavori, il Consiglio ha inoltre approvato all’unanimità una proposta di legge d’iniziativa dell’ufficio di Presidenza che abolisce una norma del testo unico in materia d’indennità. In pratica, non sarà più possibile riattivare il vitalizio agli ex consiglieri regionali che avevano deciso di rinunciarvi

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