Caporalato, Flai Cgil Puglia: “Legge insufficiente. Si faccia tavolo istituzionale permanente”

Sono cinque, tre uomini e due donne, i braccianti romeni che si sono rivolti alla Flai Cgil di Taranto e alla Flai Puglia denunciando di essere stati sfruttati nei campi e segregati per circa tre mesi in un casolare nelle campagne di Ginosa, senza avere possibilità di comunicare con l’esterno ed in in condizioni igieniche definite ‘disumane’. La posizione del datore di lavoro e dei ‘caporali’ è al vaglio dei carabinieri. I romeni dopo una preliminare accoglienza all’interno di una struttura che si occupa di volontariato e grazie anche all’interessamento del sindaco di Taranto Ippazio Stefano, attualmente sono sotto la protezione della Flai in un luogo sicuro.

“Non basta la legge 199/2016 a contrastare il caporalato”. Nelle campagne del tarantino sono centinaia i lavoratori stranieri impiegati. E, purtroppo, lo sfruttamento e’ un fenomeno che non tende a diminuire.

Chiede un tavolo istituzionale permanente la Cgil, che parla di schiavitu’: “Non sia sottaciuto il fenomeno, ma difendiamo la dignità di ogni persona. Il territorio pugliese va monitorato.

La legge, nonostante non siano mancati gli arresti, è insufficiente. L’appello è alle associazioni datoriali e imprenditoriali del settore, contro una realtà che va contro la dignità e danneggia l’economia”.

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