Basilicata. Pittella interviene sulle perdite causate dai derivati: più contenute di quanto dicono

A causa del ricorso ai derivati la Regione Basilicata ha perso 2,4 milioni di euro, un “importo molto più limitato di quanto diffuso dalla vulgata generale”: lo ha detto il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, che oggi ha presieduto una riunione per valutare “tutte le ipotesi possibili per recuperare almeno una parte delle risorse perdute”.

Pittella ha anche annunciato “un aggiornamento nel prossimo consiglio regionale”. Il governatore ha sottolineato che “al momento, c’è una proficua interlocuzione in atto, come da mandato ricevuto dal Consiglio regionale, che potrebbe portarci ad una possibile transazione economica. Ove ciò non dovesse concretizzarsi, valuteremo, sul piano legale, le possibili iniziative da assumere”.

Pittella – ha reso noto l’ufficio stampa della giunta regionale – ha sottolineato “l’ottimo lavoro fatto dal Consiglio regionale, dall’esecutivo regionale e dall’avvocato Domenico Gaudiello che, a seguito di selezione, noi abbiamo individuato per seguire una vicenda così delicata, particolarmente tecnica e complessa”. Alla riunione hanno partecipato anche il presidente del consiglio regionale, Francesco Mollica, l’assessore all’ambiente, Domenico Pietrantuono, esperti, dirigenti della Regione e consiglieri regionali. E’ stato fatto “il punto della situazione dei derivati ricordando che il contratto venne sottoscritto nel 2006 a seguito di un’apposita legge regionale. L’attenzione si sta concentrando, in queste ore, sulle strade possibili da intraprendere per recuperare gran parte delle somme derivanti da uno squilibrio economico iniziale, pari a circa 2,4 milioni di euro. Riferirò nelle prossime settimane in Consiglio regionale sui punti di avanzamento che abbiamo conseguito stamane – ha detto Pittella – tramite la perfetta ricostruzione della vicenda. Punti che consegnano al dibattito consiliare ulteriori elementi che possono aiutarci a fare chiarezza e a ripristinare nel giusto ordine numeri e vicende. Quanto la regione ha perso non corrisponde in termini assoluti a quanto è stato diffuso dalla vulgata generale. L’importo è molto più limitato e parliamo, appunto, di due milioni e 400 mila euro. Per il resto, parliamo di poste finanziarie che la regione deve restituire a fronte di un prestito che ha contratto anni fa”.

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