Tim elimina il contratto integrativo, sit in lavoratori a Potenza

A Potenza, come nel resto d’Italia, lavoratori TIM in stato di agitazione a causa della disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale.

La protesta dinanzi la sede aziendale di Via Nazario Sauro, dove sono intervenute le sigle sindacali di categoria CGIL, CISL e UIL a sostegno delle RSU. Sollevato l’atteggiamento arrogante della nuova proprietà francese in quanto azionista principale, Vivendi, la quale ha delegato l’avvio di un corposo piano di risparmi per 1,6 mln di euro nel biennio 2016-2018.

In Basilicata, in poco tempo si è passati da 500 a 200 unità, un numero che comprende anche l’area di Taranto e della Provincia di Salerno.

A rischio, secondo i segretari sindacali di categoria, Russelli, Caruso e Letterelli, la prospettiva industriale dell’azienda sul territorio con incertezza per il reddito dei lavoratori che fa da contrasto con i bonus economici per 55 mln riservati al management.

In merito al presente servizio TIM ha inviato una replica che pubblichiamo integralmente di seguito

TIM smentisce qualsiasi indiscrezione relativa all’individuazione di esuberi all’interno della società e all’avvio di procedure di legge conseguenti.

L’azienda ha più volte ribadito alle organizzazioni sindacali la volontà dell’attuale management di salvaguardare il perimetro organizzativo e di gestire le eccedenze produttive attraverso processi di formazione e riqualificazione professionale che porteranno a un più efficace impiego delle competenze dei singoli, consentendo l’internalizzazione di attività ad alto valore aggiunto e il potenziamento delle attività legate al core business aziendale.

TIM ha inoltre avviato un piano straordinario di contenimento dei costi di struttura e di miglioramento della spesa senza influenzare, neppure in minima parte, il livello degli investimenti previsti né l’attuale costo del lavoro.

TIM, infatti, è fortemente impegnata per lo sviluppo delle infrastrutture e per la digitalizzazione del Paese grazie a un piano di investimenti di 4,5 miliardi di euro per lo sviluppo della banda ultralarga fissa e mobile nel triennio 2016-2018. Un impegno che ha permesso già a inizio novembre di centrare gli obiettivi di copertura della fibra ottica e del 4G previsti per la fine del 2016, e di incrementarli ulteriormente. Questi risultati hanno consentito all’ azienda anche di incrementare il fatturato registrando il miglior risultato dal 2007 delle attività in Italia.
Allo stesso tempo è stato avviato un confronto con le organizzazioni sindacali finalizzato alla ricerca di soluzioni che consentano di adeguare le previsioni dell’accordo del maggio del 2008 alle mutate condizioni di mercato e alla conseguente esigenza di migliorare i livelli di servizio per la clientela anche nella prospettiva, in particolare, di condividere misure e soluzioni normative a sostegno degli inevitabili progetti di riqualificazione e riposizionamento professionale, funzionali a nuova occupabilità aziendale sostenibile.
La trattativa sindacale è improntata ad ampia disponibilità a discutere ed è ispirata ad una filosofia di recupero di produttività interna e una redistribuzione degli auspicabili risultati ottenuti.
La disdetta dell’accordo del 2008, purtroppo storicamente privo di scadenza, e non della contrattazione di secondo livello, va letta come peraltro chiarito alle OO.SS., quale adempimento finalizzato ad avviare un nuovo tavolo di confronto caratterizzato da celerità e certezza dei tempi di trattativa.

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