Studio Oil & Gas di Confindustria: settore irrinunciabile per il territorio

“Dall’Oil & Gas un contributo importante allo sviluppo della Basilicata”.

Ad affermarlo è uno studio presentato in Confindustria regionale, realizzato in collaborazione con il Centro Studi di Shell Italia, il quale ha vagliato una serie di indicatori per esaltare “l’irrinunciabile fonte di energia – è emerso – in termini di crescita e sviluppo locale sia presente che futuro”.

Guardando anche ai dati istat e governativi, il nostro Paese è il quarto dell’Europa Occidentale in termini di riserve d’idrocarburi. Lo sa bene la Basilicata, stando all’ultimo valore 2015 del MISE, prima regione d’Italia in termini di produzione con i suoi 78 mila barili di petrolio giornalieri, ovvero il 70% del totale, e 25 mila di gas, il 20% nazionale.

Nell’ultimo quinquennio, dal 2011 al 2015, la Regione ha beneficiato di royalties per 840 mln di euro – 167 mln in media all’anno – ai quali va aggiunto il versamento di 220 mln di euro per la social card.

Quali gli effetti sul tessuto socio economico? In percentuale, le slides hanno paragonato la situazione lucana a quelle del resto del mezzogiorno confinante. Spicca il maggior PIL pro-capite, il tasso di disoccupazione del 13,7% rispetto al 20% di quelle limitrofe – nel quale l’industria petrolifera contribuisce con 3 mila addetti diretti e dell’indotto – minor indebitamento e tasse, benessere equo e sostenibile, il 73% dell’energia elettrica prodotta da rinnovabile grazie all’eolico, ed il turismo sulla scia di Matera 2019 che coinvolge anche la Val d’Agri – già sede di un del Centro Oli e terra di prossimità a Tempa Rossa, dove entro il 2017 inizierà la produzione di greggio dell’impianto Total.

Sullo sfruttamento delle fonti fossili, è stato rimarcato, ci sono molti pregiudizi e anche ipocrisie. Lo studio non contiene i numeri sull’emigrazione regionale e, ad esempio, i fondi destinati al settore della ricerca. Aspetto fondamentale, questo, per parlare di futuro ed avanzare un paragone a livello macro con altri contesti chiamati ad esempio, come quello norvegese.

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