Natuzzi, azienda assente al tavolo della Task Force in Regione Puglia

Il gruppo Natuzzi non si è presentato al tavolo convocato dalla Regione Puglia per affrontare ieri a Bari con i sindacati la situazione del polo di Ginosa e dei circa 300 esuberi dello stabilimento tarantino, nonostante l’invito formalizzato dal responsabile della task force regionale sull’occupazione, Leo Caroli.

Dopo il nulla di fatto della cabina di regia al Mise il 13 ottobre scorso, alla quale hanno partecipato azienda, sindacati e Regione, cade così nel vuoto anche l’appello di tornare al confronto avanzato dal viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova.

Leo Caroli, responsabile task force Puglia sull'occupazione

Leo Caroli, responsabile task force Puglia sull’occupazione

Restano quindi in bilico le sorti di 290 lavoratori, ai quali la Natuzzi ha già inviato le lettere di licenziamento, ma il rischio paventato durante la riunione dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil con le sigle di categoria Feneal, Filca e Fillea) è che il gruppo non sia più in grado di sostenere i 1918 lavoratori.

Da qui l’impegno sindacale a mantenere ‘vivi’ i presidi e la mobilitazione, con l’annuncio che se l’azienda non offrirà risposte, a breve si passerà al blocco dei cancelli dei vai siti.

Da qui anche l’annuncio dell’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, intervenuto all’incontro, di richiedere formalmente un incontro a Pasquale Natuzzi: “Hanno l’obbligo di dire chiaramente alle istituzioni – ha spiegato – cosa vogliono fare. Se hanno difficoltà lo devono dire apertamente. Scriverò e chiederò un incontro ufficiale”.

“Dispiace che la Natuzzi abbia deciso di non partecipare – ha aggiunto Caroli – alla riunione del tavolo. La Regione è pronta a confrontarsi sul piano industriale ad esuberi zero che l’azienda aveva annunciato e che non riesce ancora a realizzare”.

“Siamo pronti a favorire – ha sottolineato Caroli – la riscrittura di un piano industriale condiviso attraverso la gestione di un periodo di transizione, nel corso del quale sarà possibile avvalersi degli ammortizzatori sociali in deroga. Ma sia chiaro che utilizzare la cassa in deroga per ritrovarci tra 6 mesi o un anno nelle stessa situazione, senza un piano industriale che superi gli esuberi e che traguardi nuove attività, è inutile. Noi dobbiamo rendere sostenibile l’attività dell’azienda, ripartendo dal confronto tra le parti”. (ANSA)

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