Natuzzi: mai nessun impegno per riassorbire esuberi. Regione Puglia: revochi i licenziamenti

Concluso il tavolo convocato d’urgenza nella giornata di ieri, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dove Natuzzi ha annunciato di aver già spedito 300 lettere di licenziamento.

Al termine del tavolo convocato d’urgenza a Roma dal Ministero dello Sviluppo Economico e dove Natuzzi ha annunciato di aver già spedito 300 lettere di licenziamento la Regione Puglia scende in campo con gli assessori al Lavoro, Sebastiano Leo e allo Sviluppo Economico, Loredana Capone che dicono a chiare lettere: “E’ possibile discutere ma solo con la revoca dei licenziamenti”.

Sebastiano Leo definisce inaccettabile che l’Azienda si presenti ad un tavolo ministeriale teso a scongiurare gli esuberi con le lettere di licenziamento inviate ‘nottetempo’ ai lavoratori.

E Loredana Capone ricorda che “Natuzzi non può accedere ad ulteriori finanziamenti pubblici con un progetto industriale basato sui licenziamenti. Sono certa perciò” afferma ancora la Capone “che dovrà riconsiderare questa posizione quando saremo davanti al Mise, con l’Azienda e le parti sociali, per valutare il contratto di sviluppo richiesto dall’Azienda stessa”.

Dal canto suo l’azienda sottolinea in un comunicato che “in nessuno degli accordi siglati da tutte le parti al Mise” si è mai impegnata a riassorbire nell’attuale organico del “polo Italia i collaboratori in esubero; gli accordi sottoscritti, infatti, fissano l’organico del Gruppo agli attuali 1.918 collaboratori, in regime di solidarietà, e prevedono la ricollocazione esterna al polo Italia di 370 unità – oggi scese a 300 grazie all’incremento dell’incentivo per la mobilità volontaria deciso da Natuzzi – presso soggetti terzi, nell’ambito delle iniziative di reindustrializzazione”.

La Regione però non si rassegna a questo “esito negativo” ed annuncia che già lunedì 17 ottobre, la Task Force presieduta da Leo Caroli, che ha seguito con grande attenzione anche questa vicenda, convocherà a Bari Azienda e Sindacati.

“Sia chiaro però” dice Leo “che si potrà accedere alla Cassa in deroga solo ed esclusivamente alle condizioni che vogliamo ribadire perché siano molto chiare. Ritiro dei licenziamenti; rilancio della produzione; crescita della produttività; rientro dell’attività de localizzata dall’estero e consolidamento dell’occupazione.”

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