Europa 2020, all’Italia chiesti 2,8 milioni di nuovi occupati

Matera – Entro il 2020 l’Italia, per stare al passo con l’Europa, dovrà garantire una crescita “inclusiva” creando ben 2,8 milioni di nuovi posti di lavoro e sottraendo circa 2,2 milioni di persone a condizioni di povertà o deprivazione. Lo si evince dall’ultima indagine di Demoskopica in cui si sottolinea che per raggiungere l’obiettivo minimo fissato del tasso di occupazione, il Nord dovrà crescere dal 69,8% al 76%, il Centro dal 65,8% al 71,6% e, infine, il Mezzogiorno dal 46,1% al 56,1%: dovranno esserci circa 1,4 milioni di nuovi occupati al Nord, 570 mila al Centro e 800 mila nel Mezzogiorno. Sul versante della lotta alla povertà e all’emarginazione, il Mezzogiorno dovrà puntare ad una riduzione di ben 1,2 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione, il Nord di 650 mila individui e, infine, il Centro di 350 mila individui. In altri termini, in coerenza con il Programma Nazionale di Riforma (PNR) la cui presentazione annuale per una verifica dei progressi realizzati per raggiungere gli obiettivi nazionali è stata imposta agli Stati Membri dall’Unione Europea, l’Italia dovrà perseguire due obiettivi prioritari: portare il tasso di occupazione degli individui di età compresa tra 20 e 64 anni dall’attuale 60,5% ad un minimo del 67% e l’incidenza delle persone a rischio povertà o in condizioni di esclusione sociale sul totale della popolazione dal 28,3% di oggi al 25% . Per quanto concerne l’occupazione nel 2015, sono otto ancora le regioni italiane abbastanza lontane dal raggiungere il traguardo nazionale fissato per il 2020. Tra le “ritardatarie definite croniche” figurano tutte le regioni del Mezzogiorno tra queste anche Puglia (-20%) e Basilicata (- 13,9%); per raggiungere complessivamente l’obiettivo minimo del tasso di occupazione fissato al 67%, la Puglia dovrà crescere dal 47% al 54,3% (+150 mila occupati) mentre la Basilicata dal 53,1% al 61,9% (+25 mila occupati). In merito alla povertà, per raggiungere complessivamente l’obiettivo nazionale, la Puglia dovrà ridurre l’incidenza delle persone a rischio povertà o esclusione sul totale della popolazione dal 40,6% al 35,4% (-200 mila individui), mentre la Basilicata dal 39,6% al 34,5% (-30 mila individui).

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