Potenza, vertenza La Ronda. Sindacati contestano cessione alla Cosmopol

Manca un piano industriale e d’investimenti per tornare alla piena attività. E’ quanto sostenuto da lavoratori e sigle sindacali in merito alla tortuosa vicenda de La Ronda, istituto di vigilanza potentino finito al centro della misteriosa sparizione dal caveau di circa 7 mln di euro e che sarà acquisito da una nuova azienda. In pole position è la Cosmopol – secondo i segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, rispettivamente Paolino, Blanca e Della Luna – con una proposta considerata ammissibile dal Ministero dello Sviluppo Economico ma dai contorni inaccettabili.

A pesare, sarebbe la mancanza di garanzia sui livelli occupazionali e che minerebbero fortemente le retribuzioni degli attuali dipendenti dell’istituto di vigilanza” già scoraggiati dalla mancanza di risposte certe.

In particolare, 77 addetti sui 274 dipendenti complessivi non sarebbero “immediatamente impiegabili”, ovvero circa il 25% dell’intera forza lavoro. A rischio, sempre secondo i sindacati, l’inquadramento generale e gli scatti di anzianità maturati con una perdita stimata di circa 250 euro mensili per ogni lavoratore.

Martedì 27 settembre alle 14,30 convocato un tavolo di confronto romano al MISE. Sarà l’occasione per discutere e chiarire gli aspetti della proposta che punta a rilanciare l’attività. Al momento il clima è decisamente a tinte fosche.

Share Button